L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 11 agosto 2015

l'Euro viene svalutato, lo Yuan viene svalutato, dove sono gli euroimbecilli che pudici tremano per una svalutazione se si ritorna alla Moneta Nazionale?

La Cina svaluta lo yuan del 2%


La Cina svaluta lo yuan del 2%
La scossa che ci si attendeva da Pechino per far ripartire l’economia è arrivata. La People’s bank of China ha svalutato lo yuan di circa il 2%. La banca centrale guidata dal governatore Zhou Xiaochuan ha rivisto al ribasso dell’1,9% la cosiddetta parità centrale sulla valuta statunitense, portandola a 6,2298 yuan contro dollaro, rispetto ai 6,1162 di ieri. Si tratta del valore base per stabilire la banda d’oscillazione del 2% concessa da Pechino alla propria valuta.

“Le condizioni dell’economia e della finanza internazionale sono complesse. Il dollaro si rafforza, mentre l’euro e lo yen si indeboliscono. Allo stesso tempo i mercati emergenti stanno affrontando pressioni al ribasso, mentre assistiamo all’aumento della volatilità sul flusso internazionale di capitali”, ha spiegato un portavoce della Pboc, nellaggiungere che la misura ha anche lo scopo di portare il tasso di cambio a un livello più orientato al mercato.

L'operazione annunciata oggi rappresenta la maggiore svalutazione della moneta cinese dalla riforma del sistema di cambio, avvenuta nel 2005. La decisione dell’istituto centrale cinese è stata presa a stretto giro dalla pubblicazione nel fine settimana dei dati sulle esportazioni che a luglio sono calate dell’8,3% su base annua.

Per diversi analisti la svalutazione dello yuan si rientra inoltre nella strategia del governo cinese per arrivare all’inclusione della propria divista nel paniere di valute di riserva del Fondo monetario internazionale. Pechino conta di poter arrivare a tale traguardo nella revisione prevista per quest’autunno. Ma i tecnici dell’Fmi in un recente rapporto hanno esortato alla cautela, chiedendo ulteriori riforme del sistema valutario e finanziario e ipotizzando una possibile inclusione dello yuan soltanto a settembre del prossimo anno.

La Borsa di Tokyo intanto ha risentito delle decisioni prese dalla PboC e ha chiuso al ribasso, anche a causa delle prese di beneficio dopo una serie positiva di quattro giorni. Il Nikkei ha ceduto lo 0,42% pari a 87,94 punti e si è fermato a 20.720,75. In calo anche il Topix che con un arretramento dello 0,22% pari a 3,69 punti, è sceso a 1.687,60. Alle 8.30 italiane viaggiano invece sul terreno positivo sia Shanghai, in rialzo del 1,06%, sia l'Hang Seng di Hong Kong a +0,80%

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