L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 30 agosto 2015

Migranti, euroimbecilli incapaci non riescono a vedere la unica cabina di regia, è talmente chiaro

Il pentito: "In Germania il tesoro del re degli schiavisti " 

  
(ansa)

I verbali dell'eritreo che collabora con i pm su Ermias Ghermay: "Lui è in Libia, i soldi in Europa. La moglie riscuote le quote degli imbarchi con trasferimenti di denaro estero su estero" di SALVO PALAZZOLO

30 agosto 2015

PALERMO. È una verità scomoda, una verità che adesso fa paura quella che va emergendo in una stanza blindata, dentro un carcere da qualche parte in Sicilia. Un uomo parla e rivela che il cuore pulsante dell'ultimo esodo senza precedenti attraverso il mare non è nelle spiagge della Libia, e neanche dentro i barconi dove i disperati vengono caricati a frotte. Il cuore pulsante dell'organizzazione più agguerrita dei trafficanti di uomini è in un tesoro. Che non sta in Africa, ma in Germania. Lì - dice l'uomo che parla nella stanza più protetta del carcere - è nascosto il tesoro costruito sulla pelle dei migranti, quelli che pagano 1.500 anche 2.000 dollari per salire su un barcone.

Questo sta ripetendo ai pubblici ministeri di Palermo e ai poliziotti dello Sco un uomo che fino ad aprile era pure lui un trafficante di esseri umani, uno dei più esperti. Dopo essere stato arrestato, è diventato il primo pentito della tratta. Nuredin Wehabrebi Atta, nato ad Asmara, Eritrea, il 12 dicembre 1984. E questa è la sua verità: i soldi del signore dei trafficanti, Ermias Ghermay, sono nascosti nel cuore dell'Europa. L'Europa che per tanto tempo ha fatto finta di non vedere l'esodo. L'Europa che ancora discute sul da farsi.

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