L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 agosto 2015

Portogallo, inizia la presa di coscienza che debbono essere pagati solo i debiti investiti nell'economia reale


FMI:ci vorranno 10 anni alla Spagna e quasi 20 anni a Portogallo e Italia per ridurre il tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi”

Portogallo costretto a sottomettersi al “sistema finanziario internazionale”

© AFP 2015/ Georges Gobet
Economia

Debito pari al 360% del PIL, ma ripresa più lenta che in Spagna

Tempo fa il quotidiano Financial Times ha pubblicato un articolo dedicato alla difficile situazione economica del Portogallo. Il giornalista rilevava che il debito complessivo del paese (debito pubblico, più debito delle aziende e delle famiglie) ha raggiunto il 360% del PIL (uno dei più alti tra i paesi dell'euro) e grava pesantemente sull'economia. Citando il Fondo monetario internazionale, il quotidiano ha rilevato che il debito del Portogallo rende la ripresa ancora più difficile che in Spagna, principale partner commerciale del paese, e ostacola la crescita a medio termine.

Tuttavia il primo ministro portoghese Passos Coelho non condivide il pessimismo dell'FMI, come anche il candidato alla presidenza del paese Paulo Morais, che si oppone risolutamente alla politica di austerity. In un'intervista a "Sputnik-Portogallo", Morais ha detto:
"L'economia non potrà crescere fino a quando la gestione del debito rimarrà il principale criterio della governance. Il debito deve essere uno strumento di sviluppo, ma in Portogallo, oggi come oggi, è uno strumento di impoverimento del paese".

Secondo Paulo Morais, per dieci anni il governo di Portogallo è rimasto "ostaggio delle banche", che si preoccupavano soprattutto per la riscossione dei debiti, perché "i governi si sottomettono agli interessi legati ai debiti, che in realtà sono interessi dei flussi finanziari internazionali".
"Il debito è stato usato come pretesto per privatizzare e svendere le ricchezze del paese, compresa, ad esempio, la TAP, la compagnia aerea più grande del Portogallo".

Morais ha rilevato che la natura di questo problema è profondamente strutturale. Il governo del Portogallo ha fatto l'opposto di quello che si doveva fare per rilanciare l'economia:
"Quello che è stato fatto nel nostro paese è un atto di sottomissione della politica dello Stato al problema del debito. Per questo motivo si continuava ad aumentare il carico fiscale, nel modo che alla fine l'economia a malapena riusciva a reggere il debito. Cioè, il problema del Portogallo è che il bilancio e l'economia in quanto tale sono stati subordinati al problema del debito, mentre in realtà si doveva fare l'esatto contrario".

"I pagamenti sugli accordi che non promuovono gli investimenti e non hanno utilità sociale devono essere sospesi immediatamente".

"Portogallo deve stabilire un limite del debito da ripagare, e soltanto questi pagamenti si devono effettuare, mentre tutti gli altri particolari devono essere discussi con la comunità internazionale. È in questo modo che le comunità internazionali hanno sempre operato per risolvere i loro problemi, piuttosto che vendicarsi per gli errori dei cattivi governanti", — ha aggiuto Paulo Morais.  

Nessun commento:

Posta un commento