L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 31 agosto 2015

Rai, il canone se lo paghi Renzi, la Maggioni ha sempre e solo curato le relazioni sociali per fare scalate, professionalità poca, vedi RaiNews sotto la sua direzione

30 agosto 2015

Tarantola più forte della Maggioni

LA strada di Monica Maggioni in Rai è già in salita. E questo percorso accidentato è effetto delle decisioni dell'azionista (quasi) unico della tv di Stato, che è poi il ministero dell'Economia.
Tre anni fa, quando premier era Mario Monti e presidente designato della Rai Anna Maria Tarantola, il ministero dell'Economia fece una scelta precisa.
Durante l'assemblea dei soci della televisione pubblica, che comprende anche la Siae, il ministero dell'Economia indirizzò una lettera ai nuovi consiglieri di amministrazione della Rai con cui li invitava ad assegnare alla Tarantola delle deleghe sostanziali.
Questa assegnazione di deleghe e di poteri al presidente sarebbe dovuta avvenire ai sensi dell'articolo 26 dello Statuto della Rai, che prevede espressamente una simile possibilità.
Alla fine, sottoposti al pressing del ministero dell'Economia, i consiglieri della Rai diedero alla Tarantola dei poteri effettivi. Incluso quello di firmare in autonomia contratti artistici fino a 10 milioni. La Tarantola, nel corso del suo mandato, si è servita di questa prerogativa ad esempio al momento di ingaggiare Roberto Benigni.
Stavolta, nel 2015, il ministero dell'Economia non manifesta la stessa volontà. Dunque non chiede ai nuovi consiglieri di assegnare particolari poteri al presidente Monica Maggioni.
Questo non vuol dire che i nuovi consiglieri di Viale Mazzini non possano delegare dei poteri alla Maggioni. Hanno comunque questa possibilità. Liberi però dal pressing del ministero dell'Economia, saranno molto più autonomi nel decidere quanta forza effettiva attribuire alla Maggioni.
E la Maggioni dovrà essere molto abile e diplomatica nel negoziare con i nuovi consiglieri - perché di negoziato si tratterà - questa attribuzione di potere.



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