L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 14 agosto 2015

Renzi ha occupato la Rai e allora il canone se lo paghi lui

Rai, Carlo Freccero prepara le proposte da portare in Cda: "È vecchia, si deve ripensare la politica editoriale". E il canone

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CARLO FRECCERO

Rottamare la vecchia Rai. A cominciare dalla politica editoriale e dal canone. Perché lo sbarco di Netflix in Italia non sarà indolore per nessuno, neanche per le pay tv.
"È tutto cambiato. Non c'è più il telespettatore, c'è l'utente che sceglie cosa vedere" afferma in un'intervista all'Unità Carlo Freccero, neo consigliere di amministrazione della Rai indicato dal Movimento 5 Stelle, il quale spiega che "Sky e Discovery si affacciano sulla tv generalista in chiaro, dove rilanceranno i talent show, Discovery sul canale 9 lavora sul nuovo pubblico di RaiTre, Sky sul canale 8 ruberà utenti a RaiDue. E Mediaset si muove sulla frattura che si è creata: da una parte il pubblico più dinamico che usa la tv on demand, dall'altra quello della tv generalista che, nella domenica del calcio, guarda sul divano la telenovela Segreto che arriva al 17% e costa poco". E la Rai? "Non ha il video on demand nel suo Dna. Farà il portale ma dovrà cambiare i contenuti, è ancora troppo legata agli anni '90, e con la banda larga l'offerta crescerà. Ecco, la tv Rai vecchio stile non esiste più. Si deve ripensare completamente la politica editoriale".
Cambiare viale Mazzini "spetta al direttore generale e alla presidente, che vedo impegnata a organizzare le newsroom. Comunque se ne parlerà in Cda e lì io calerò le mie fiches". Proposte che riguarderanno anche il canone perché "con l'on demand il canone si paga scegliendo un programma, mentre il canone Rai sembra una tassa scolastica, oggi la cornice è diversa. Anzi, è un gran casino...".
Netflix "di sicuro farà molto male alle pay tv, l'abbonamento a 8 o 9 euro è una bomba, ridicolo rispetto agli altri. Io però credo che arrivi in Italia a fine anno più che a ottobre, manca ancora un management qui. Certo Sky e Mediaset rischiano di ridursi al calcio, serie e cinema saranno ridimensionati. Secondo me dovranno unirsi sul piano industriale per far fronte a Netflix" prosegue Freccero, secondo cui "i nativi digitali hanno già Netflix nella testa. E poi 8 euro al mese rispetto ai 50-60 delle pay tv, non c'è confronto. E la Rai che invece fa pagare il canone ma non offre contenuti nuovi? Perché questa è la fine dei contenuti classici, le storie dei santi, dei carabinieri o degli eroi nazionali. I filoni delle serie tv sono sul complotto, la finanza, il potere e la manipolazione dei media, roba più da cinema europeo d'autore.
Basti pensare al successo di True Detective o di House of cards. Il palinsesto non c'è più. Per questo ho pensato a Grillo... Perché non Grillo su Netflix? Sarebbe nelle sue corde, lui è vicino al mondo internettiano e faceva gli auguri di Capodanno da Sky. Del resto Netflix può trasmettere in streaming anche degli eventi, concerti, spettacoli. E partite di calcio. Poi non lo so, io con lui scherzo e litigo su tutto, la tv, la destra e la sinistra che non ci esistono più... Sa come siamo noi liguri... ".

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