L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 11 agosto 2015

Sempre di più la Teocrazia prende il posto della democrazia


Danimarca, odore di inciucio tra il governo e Goldman Sachs 

Immagine Danimarca, odore di inciucio tra il governo e Goldman Sachs




(Teleborsa) - La decisione della Danimarca di dare ai parlamentari il libero accesso a documenti segreti su un acquisto di beni dello Stato da parte di Goldman Sachs, sarà probabilmente una tantum.
Il governo dice che sta facendo un'eccezione per l'operazione condotta dalla banca americana su Dong Energy, dopo che il comitato parlamentare di supervisione alla vendita di asset statali, aveva lamentato l'impossibilità di accedere ai documenti. Bjarne Corydon, ex ministro delle finanze all'epoca dell'operazione, ha detto che le informazioni contenute nei documenti della transazione erano troppo sensibili anche per la commissione parlamentare. L'unità di merchant banking di Goldman ha pagato circa 1,5 miliardi di dollari nel 2014 per acquisire una quota del 18% di Dong Energy. Gli stessi fondi pensione danesi, ATP e PFA, avrebbero investito nell'azienda energetica, in virtù dello stesso accordo. L'attuale ministro delle finanze, Claus Hjort Frederiksen, ha detto che questo mese renderà pubblici i documenti dopo oltre un anno dall'operazione, visto che i parlamentari continuano ancora a discutere sull'affare Goldman/Dong. Goldman e i vertici del fondo pensione PFA, hanno detto che non hanno nulla da obiettare se i documenti venissero resi pubblici. Tuttavia, i parlamentari danesi avrebbero già sottolineato, discutendo con il governo, che “i dettagli dell'offerta sarebbero fuori mercato e non verrebbero applicati altrove”, ha detto Jakob Ellemann-Jensen, portavoce del partito liberale. “E' meglio che i dettagli dell'offerta siano in linea con le condizioni normali di applicabilità, in questo caso le parti coinvolte non dovrebbero avere problemi affinché le informazioni  vengano divulgate”. 


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