L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 12 agosto 2015

Telecom deve essere italiana, l'imbecille Renzi si concentri su ciò e non sulla legge elettorale e cambiamento Costituzione

11 agosto 2015 

Gli esperti di Renzi al lavoro per arginare le acquisizioni estere in Italia in settori strategici e per salvaguardare occupazione e investimenti

Come difendersi dalle mire dei grandi gruppi esteri che stanno facendo incetta di gruppi italiani? Dopo il passaggio in mani cinesi del controllo di Pirelli e dopo l’offerta tedesca per Italcementi, il team di esperti economici di Matteo Renzi starebbe avviando una serie di consultazioni con noti consulenti. Non sembra infatti fino ad oggi bastato l’intervento del Fondo Strategico Italiano per evitare che tante aziende tricolori leader nel loro settore cambino casacca, diventando estere. L’obiettivo resta infatti quello di mantenere l’occupazione e gli investimenti in Italia per tutte le aziende finite al di là dei confini e in questo senso si sarebbero mossi i collaboratori di Renzi. Un esempio è stato quello del braccio di ferro con l’americana Whirlpool sulla Indesit. Ma i dossier più caldi restano quello di Telecom Italia e delle telecomunicazioni in generale. L’Italia è infatti l’unico Paese del G8 dove nessuna delle aziende di Tlc ha un azionista nazionale e casalingo. Vodafone è inglese (anche se Vittorio Colao garantisce l’italianità), Telecom Italia ha appena visto l’ingresso del socio francese Vivendi e 3 Italia e Wind, appena unitesi, saranno una joint venture cinese-russa-norvegese. Proprio su Telecom Italia Renzi ha appena incontrato Vincent Bollorè, dopo una lunga attesa, avendo rassicurazioni sugli investimenti. E anche nella fusione Wind-3 ci sarebbero state dai vertici delle due aziende rassicurazioni in tal senso. Ma mentre gli ambienti governativi si muovono per arginare l’avanzata estera (che in alcuni casi è ben accolta ma in altri rischia di creare problemi sul tessuto produttivo italiano) , sul mercato già si scommette su quale sarà la prossima preda nazionale dei colossi stranieri.

http://carlofesta.blog.ilsole24ore.com/2015/08/11/gli-esperti-di-renzi-al-lavoro-per-arginare-le-acquisizioni-estere-in-italia-in-settori-strategici-e-per-salvaguardare-occupazione-e-investimenti/ 

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