L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 1 settembre 2015

2015 crisi economica, gli statunitensi sono invidiosi dell'autonomia ed indipendenza della Cina e Russia, vogliono legarli a loro per portarli all'inferno

La finanza casinò, il croupier baro
e le false verità

di Fabrizio Pezzani
01 settembre 2015ECONOMIA

In questi giorni leggiamo e sentiamo trattare della bolla cinese del tracollo delle borse europee con una descrizione dei fatti senza che ci sia una possibile chiave di lettura per provare a capire cosa è tutto questo apparente e continuo terremoto finanziario, questa finanza sembra essere sempre sulle montagne russe a seguire percorsi imprevedibili nonostante si continui a sostenere la sua razionalità che ormai fa parte solo della mitologia. Per questo dovremmo cominciare a guardare le borse per quello che sono e non per quello che sono nell’immaginario di tanti.
Le borse sono oggi un enorme casinò dove gran parte delle scommesse non sono coperte , il mercato azionario è stato trasformato in un casinò dalla speculazione che compra e vende in continuazione; il “trading” ad elevata frequenza è diventato un commercio elettronico basato su modelli matematici che prendono le decisioni.
I mercati, da tempo, non guardano più al lungo termine ma sono fatti da investitori che ragionano sul breve termine e alla fine della giornata hanno già rivenduto tutto in un frenetico gioco di scambi in cui è il croupier a regolare il gioco non la razionalità apparente della roulette che da tempo non esiste più; i mercati finanziari non esistono come entità asettica ma esistono gli uomini che in quei mercati operano secondo schemi mentali e culturali ben precisi; per capire i mercati è necessario capire il disegno del croupier che guida il gioco e l’andamento delle borse che da sole non dicono la verità ma la nascondono.
La moneta-finanza è stata portata sopra all’economia reale in modo del tutto innaturale e non più al suo servizio, in questo modo la finanza opera in un contesto fuori dal reale ed avvalendosi solo di strumentazioni matematiche e quantitative ha contribuito a fare credere alla sua razionalità la cui ipotesi di fondo , la razionalità assoluta, è totalmente asimmetrica alla realtà dei fatti ed alla natura emozionale dell’uomo; questa finanza fa parte della mitologia. La finanza razionale che opera nei mercati finanziari è al servizio di interessi personali ed egemonici ma del tutto lontana dal bene comune.
Le conseguenze sono la concentrazione di ricchezza, una devastante disuguaglianza , il degrado morale, la povertà, la disoccupazione, lo sfruttamento del lavoro… insomma tutto contrario ai propositi di rinascita fatti alla fine della guerra. Le regole fissate a Bretton Wood nel 1945 della convertibilità monetaria in oro – gold exchange standard – , del FMI per dare stabilità monetaria e la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo nel 1948 per dare stabilità sociale ad un mondo nuovo sono durate solo vent’anni per farci precipitar , poi , nell’abisso della liquidità , “una devastante bramosia di liquidità “ scriveva Keynes e nella conflittualità sociale del “ bellum omnium contra omnes “ che risponde sempre all’ancestrale avidità dell’uomo.
Tutto perché la nuova casa del mondo è stata costruita su un modello socioculturale già allora al collasso e l’intervento di ristrutturazione socioeconomica non ha estirpato le radici culturali che avevano dato vita agli orrori delle due guerre e i fantasmi sono rispuntati come i cattivi frutti . “ Guardatevi dai falsi profeti , che vengono a voi in veste di pecore ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete ..Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi ; un albero buono non può produrre frutti cattivi , né un albero cattivo produrre frutti buoni . Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco . Dai loro frutti dunque li riconoscerete “ ( Matteo , 7 , 15 – 20 ).
Infatti dopo l’abbandono della parità aurea del dollaro dall’oro , 28 dollari ogni grammo d’oro , dichiarata unilateralmente da Nixon nel 1971 – i creditori degli usa non fidandosi del dollaro volevano solo oro svuotando le sue riserve – la moneta ha assunto un suo innaturale valore non essendo più legata a nessun bene reale e quindi poteva essere stampata senza limiti diventando una massa monetaria infinita ed in quanto tale non misurabile , che , però , viene usata per dare valore ai beni finiti con cui viviamo ed operiamo; fatto imposto ma ad evidenza del tutto illogico. Da quel momento l’onda lunga dei cicli e delle bolle finanziarie è andata sempre più alzandosi , allungandosi ed allontanandosi dalla realtà per vivere in suo mondo astrale e razionale ma asimmetrico alla finitezza del nostro vivere quotidiano.
I prezzi dei beni reali non sono in linea con i valori finanziari delle borse dove infinite scommesse future determinano i prezzi di oggi ; se il valore di un’azienda o di un bene cresce del 15 % in un giorno cosa può essere successo nella realtà per giustificare quella variazione così importante ? Sono falliti i concorrenti o si gioca sull’emozione in un mercato considerato assolutamente razionale? Cosa sa il suo ad che non sapeva il giorno prima? Così razionale che magari nel giro di due giorni evapora come una bolla? Siamo in un contesto monetario infinito come sono infiniti gli strumenti finanziari che si usano per manipolare i valori reali ; pensiamo ai derivati, ormai trenta volte il pil mondiale ed in mano di fatto a 5 banche d’affari , se ne possono fare miliardi ogni giorno magari fra due operatori che si vendono e comprano reciprocamente la stessa cosa – oro , dollari , materie prime , rubli , euro .- , i saldi fra i due sono nulli ma il mercato registra un ‘impennata nelle variazioni nei contratti “ futures “, del futuro e sono funzionali a determinare i prezzi di oggi.
E’ molto probabile che in questo modo vi sia in giro molta finanza fatta di nulla e senza contropartite reali , così avviene il gioco sulle valute soggette ad operazioni finanziarie speculative per creare o approfittare di problemi com’è il caso dello yuan e prima del rublo . Quanto di questo crollo è vero cioè dipende da fattori reali e quanto invece dipende dalla speculazione ? Quanto vale il dollaro , lo yuan , il rublo e l’euro e come mai di fronte ad una massa monetaria infinita l’oro che è l’elemento di riferimento da sempre del valore di una moneta è così sottovalutato?
La Cina e la Russia sono gli stati che negli ultimi anni hanno comperato più oro e le loro ricchezze reali sono quelle naturali; la Russia ha una sterminata quantità di materie prime eppure il 15 dicembre 2014 il rublo in un solo giorno è crollato del 20 % . La capitalizzazione della borsa Usa ,lo Stock Exchange ,capitalizza un multiplo di quello che era nella crisi del 29 , ma allora erano quotate aziende manifatturiere oggi molte sono solo aziende finanziarie , fondi , face-book , aziende nel settore dell’elettronica come la Apple che non produce un solo pezzo negli Usa ma tutto è delocalizzato ; il pil Usa per il 23 % è fatto da carta eppure il dollaro rimane una valuta forte , il 70 % dei derivati è fatto per sostenere il prezzo del dollaro.
Nei paesi black–list i depositi monetari sono un multiplo del pil mondiale ma sono inaccessibili a chi volesse provare a dare ordine ad una moneta sfuggita dal controllo. L’ordine monetario sovranazionale che ha un potere non democratico altro che diritti dell’uomo.
Forse i cinesi ed ii russi si preparano per il prossimo anno a rendere la loro valuta convertibile in oro e la svalutazione, in parte giustificata , fa parte di quel piano che se realizzato qualche grave problema alla finanza speculativa finirebbe per crearlo ; i derivati sull’oro fatti dalle banche d’affari sono tutti a breve o brevissimo termine per coprirsi dalle montagne di derivati fatte per tenere basso il valore del metallo prezioso.
Forse sarebbe un bene che cominciassimo a fare i conti con la realtà e non con i fabbricanti di sogni e di zucchero filato ed è anche l’unico modo per portare la finanza speculativa sotto un ordine rispettoso dell’uomo e della società. Indubbiamente questo pericolo è avvertito, viste le reazioni della finanza, i guru di Wall Street che vedono messo in discussione il loro modello egemone cominciano ad affermare in modo perentorio che il modello cinese è finito ( il loro invece no ? ), pensare che quel modello ha sostenuto con acquisti massicci di TB- buoni del tesoro usa – il debito degli Usa, un paese al terzo posto al mondo per disuguaglianza vissuto per troppo tempo schiavo della finanza che l’ha spolpato.
Perfino Lawrence Summers aveva recentemente consigliato al proprio paese: “non si delocalizza più e si ritorna all’economia reale “smentendo esattamente quello che si diceva agli inizi del secolo quando in 10 anni è stato delocalizzato il 45 % della manifattura in onore del “ creare valore per gli azionisti “ il mantra creato e promosso dalle più prestigiose università americane. Ma ricostruire la manifattura scesa all’11 % del pil è molto difficile con 300 milioni di persone a cui dare lavoro.
La finanza si è mossa e si muove con la logica della locusta desertificando l’economia reale per perseguire l’obiettivo di accumulazione nel breve termine che spinge ad una iperproduttività dei fattori produttivi compreso il lavoro ed ad un iperconsumo; il surplus che ne deriva finisce nei forzieri dei paesi black-list ma ai paesi produttori non rimane nulla ma solo la disperazione ed il dolore; la società si trasforma in una immensa colonia di “ lemuri “ che corrono affannati a gettarsi nell’abisso. “ C’è un solo problema , uno solo per il mondo: ridare agli uomini un significato spirituale , inquietudini spirituali ….Non si può vivere di frigoriferi , di bilanci , di politica ,di parole crociate (di cellulari ,di finanza , del nulla di un consumo fine a sé stesso , diremmo anche oggi). Non si può più. Non si può vivere senza poesia, senza calore né amore “ (Antoine de Saint Exupery , l’ultima lettera scritta agli amici il 21 luglio 1944, sarebbe apparsa su “ Le Figaro “ a guerra finita)

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