L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 settembre 2015

Guerra del Capitalismo UltraFinanziario, il dollaro vuole separare i potenziali alleati del renminbi e trascinare l'euro in una lotta che riguarda solo gli interessi statunitensi

Putin contro l'Occidente: obiettivo eliminare dollaro ed euro
 

WSI | Pubblicato il 03 settembre 2015| Ora 10:25
Stilata bozza per indebolire e progressivamente distruggere il ruolo delle due monete.



Il presidente russo Vladimir Putin punta a distruggere il dollaro e l'euro.

ROMA (WSI) - Continua la lotta del presidente russo Vladimir Putin contro l'Occidente. Gli accordi commerciali siglati con la Cina e con altri partner commerciali, nei mesi precedenti, lo hanno confermato. Putin vuole distruggere il dollaro, per mettere in ginocchio gli Stati Uniti. Ma non solo. Fonti vicine al Cremlino parlano nelle ultime ore di una bozza da lui personalmente stilata che ha un obiettivo ancora più ambizioso: l'eliminazione del dollaro e dell'euro negli scambi commerciali che avvengono tra i paesi CIS (comunità degli stati indipendentisti).

Ciò implica la creazione di un mercato finanziario unico tra la Russia, l'Armenia, la Bielorussia, il Kazakistan, il Kirghizistan, il Tajikistan e altri paesi dell'ex Unione Sovietica. 

Un comunicato del Cremlino recita: "Ciò aiuterebbe a espandere l'utilizzo delle valute nazionali nei pagamenti per il commercio estero e nel comparto dei servizi finanziari, e dunque creare le precondizioni per una maggiore liquidità dei mercati valutari domestici". Secondo Putin, la norma faciliterebbe il commercio tra i vari paesi, contribuendo a raggiungere la stabilità macroeconomica.

Le implicazioni di una tale mossa, sebbene non necessariamente immediate, potrebbero essere gravi nel lungo periodo. Sia la Cina che la Russia stanno infatti smobilizzando asset denominati in dollari, alimentando le teorie di chi parla, ormai da diverso tempo, di dedollarizzazione.

Lo scorso anno, Putin ha iniziato a liberare massicci ammontare di riserve di dollari Usa: soltanto nel mese di dicembre del 2014, Putin ha venduto qualcosa come il 20% dei Treasuries Usa detenuti dal paese, una decisione che non ha fatto altro che provocare l'escalation delle tensioni tra Russia e Occidente. Successivamente la Cina ha fatto lo stesso, smobilizzando mezzo trilione di asset denominati in dollaro. E la scorsa settimana la banca centrale della Cina ha smobilizzato miliardi di asset in dollari, al fine di stabilizzare i mercati finanziari cinesi, reduci da un collasso a ritmi record. (Lna)

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