L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 settembre 2015

Guerra del Capitalismo UltraFinanziario, il rialzo dei tassi d'interessi della Fed, farà confluire negli Stati Uniti i capitali che lasceranno i paesi emergenti, lo scopo è mandarli in rovina, ci riusciranno?

G20 non bloccherà Fed. Timori su Cina e QE europeo
WSI | Pubblicato il 04 settembre 2015
Insieme a crollo materie prime sono le grandi sfide che il mondo finanziario deve affrontare. Gramegna, ministro del Lussemburgo, rivela i temi sul tavolo.



Il ministro delle Finanze del Lussemburgo Pierre Gramegna.

NEW YORK (WSI) - Il G20 non ostacolerà la Federal Reserve, che sarà lasciata libera di alzare il costo del denaro: sarebbe la prima volta dal 2006.

I paesi emergenti hanno espresso timori sulla possibilità e sulle tempistiche di un rialzo dei tassi in Usa, ma i leader che saranno riuniti in Turchia non solleciteranno la banca centrale americana ad astenersi da tale manovra.

Lo ha comunicato a Reuters un delegato. "Non ci saranno riferimenti al fatto che la Fed non dovrebbe agire".

L'imminente stretta monetaria della banca centrale americana è solo una delle quattro grandi sfide che il mondo finanziario deve affrontare. Sono i temi che verranno discussi al tavolo del prossimo G20 e ne ha parlato il ministro delle Finanze del Lussemburgo venerdì.

In un intervento ai microfoni di Bloomberg Pierre Gramegna dice di sperare che le discussioni siano "aperte e franche" su questi quattro punti: l'incremento dei tassi di interesse ("non è un segreto che si materializzerà"), sul programma di quantitative easing della Bce, sulle turbolenze finanziarie in Cina e sulla debolezza dei prezzi delle materie prime, in particolare del petrolio. 

Sul tema Cina, il più caldo di tutti probabilmente, Gramegna ha detto che la speranza è che l'economia crescerà del 7% quest'anno. Ma il rallentamento del settore manifatturiero e il calo di fiducia potrebbero compromettere i dati sul Pil. Un +7% sarebbe un 'risultato incredibile' se confrontato con i timiti segni più europei. 

Sul fronte finanziario le preoccupazioni sono maggiori. Gramegna avverte delle difficoltà enormi di andare contro i mercati. La paura è che alla riapertura dei mercati lunedì, una nuova crisi finanziaria si palesi davanti agli occhi degli operatori di Borsa.

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