L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 settembre 2015

Ipocrisia occidentale, statunitensi ed europei hanno fomentato e fomentano la Rivoluzione a Pagamento in Siria, strumentalizzano l'Isis/al Qaeda

pubblicato il 03/set/2015 19:11
Commissione Onu sulla Siria all'Ue: non respingete i profughi
Il presidente Pinheiro: senza impegno serio, conflitto proseguirà

Commissione Onu sulla Siria all'Ue: non respingete i profughi
Roma, (askanews) - La commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria ha denunciato il fallimento della comunità internazionale nel proteggere i profughi siriani e ha chiesto di non respingere coloro che arrivano in Europa.
Parla il presidente della commissione, Paulo Sergio Pinheiro: "I civili stanno soffrendo l'inimmaginabile, mentre il mondo resta a guardare. Senza un impegno serio per portare le parti a un tavolo di pace, pronti a trovare un compromesso, le attuali previsioni suggeriscono che il conflitto siriano, con le sue vittime e la sua distruzione, proseguirà nel prossimo futuro".
Nel suo ultimo rapporto, la commissione ha osservato che l'afflusso dei profughi siriani ha provocato in passato tensioni con i paesi confinanti - Giordania, Libano e Turchia - ma il fallimento nel proteggere queste persone si è trasformato oggi in una crisi nel sud Europa.
Vitit Muntarbhorn, professore tailandese esperto di diritti umani e membro della commissione Onu, spiega: "E' ora di agire in modo adeguato, efficace e accessibile. Ci siamo battuti per questo molte volte e a livello del Consiglio di sicurezza potete vedere alcune risposte riguardanti alcuni aspetti, ma non una risposta globale, complessiva, in merito alla tragedia che le persone stanno affrontando nel mondo".
I quattro componenti della commissione d'inchiesta indipendente, nominati dal Consiglio dei diritti umani, non hanno mai ottenuto il via libera di Damasco per entrare in Siria, ma hanno raccolto migliaia di testimonianze da parte delle vittime, documenti e foto satellitari.
Il conflitto in Siria ha provocato più di 240.000 morti. Più di 4 milioni di siriani sono fuggiti dal loro paese, mentre altri 7,6 milioni sono sfollati interni.

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