L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 1 settembre 2015

La Nato fa esercitazioni più massicce ma si offende se...

La Serbia fa manovre militari con la Russia: l'Ue si offende

Il progetto serbo di manovre militari congiunte con Russia e Bielorussia irrita l'Unione europea, Belgrado risponde che la sua cooperazione si esplica nei confronti di tutti i Paesi

AdminSito
lunedì 31 agosto 2015 13:19



La Serbia continua ad essere un Paese non ancora messo in grado di cominciare seriamente con l'Unione europea trattative di adesione che comunque si prevedono lunghe e particolarmente complesse, ma a giudizio di Bruxelles dovrebbe già sottoporsi ad una serie di obblighi per "uniformarsi" alle politiche comunitarie. Le pressioni diplomatiche per farla aderire alle sanzioni adottate un anno e mezzo fa contro la Russia si susseguono senza effetto, adesso a tenere banco è il progetto di un'esercitazione militare congiunta russo-serba a cui, secondo la, Ue Belgrado dovrebbe rinunciare.

Due settimane fa a Mosca i ministri della Difesa, Sergei Shoigu ehanno concordato che alcuni reparti serbi prenderanno parte alle manovre che si svolgeranno in settembre il territorio russo, e comprendono anche le forze armate bielorusse, ma la portavoce dell'Unione, Maja Kocijancic ha subito commentato che "prendere parte ad un'esercitazione militare simile significherebbe inviare il messaggio sbagliato in questo momento . Ci si aspetta che la Serbia agisca in conformità con gli obblighi verso la UE e con quelli derivanti dal processo di adesione".

La portavoce dimentica però che Belgrado mantiene un livello di collaborazione piuttosto alto anche con la NATO e partecipa al programma di "partnerhip for Peace",e questo è esattamente il punto che il ministero della Difesa serbo tiene a far rilevare. Fonti del dicastero di Ganic ribadiscono infatti che "il ministero della Difesa serbo conduce una politica conforme al desiderio proclamato di neutralità militare del Paese,e dunque rivolge la stessa attenzione a tutti i Paesi e le istituzioni internazionali, comprese le forze armate russe", Con la Russia, aggiunge una nota, sono da tempo previste due esercitazion congiunte nel 2015 e per gli inizi del 2016 se ne prevede anche una di tipo aereo. "Per quanto riguarda la cooperazione con le forze armate della Federazione Russa - continua la nota- il Ministero della Difesa dedica loro lo stesso livello attenzione riservato ad altri partner fondamentali e vicino al livello di cooperazione manteniamo con altri. Per quello che riguarda la cooperazione militare internazionale, particolarmente a livello bilaterale, va sottolineato che il ministero tiene particolarmente alle attività che possono contribuire alla aumento costante delle capacità operative e funzionali dell'esercito serbo, e questo implica soprattutto settori concreti di cooperazione che includono esercitazioni congiunte e corsi di formazione con i rappresentanti di forze armate di altri Paesi. Attualmente la cooperazione più sviluppata è quella con gli Stati Uniti e i Paesi della UE, specie nei programmi di istruzione e la formazione, modernizzazione e l'allestimento di unità, capacity building per la partecipazione a operazioni multinazionali, la cooperazione con la Guardia Nazionale dell'Ohio come parte del programma di partenariato.Inoltre, il ministero esegue operazioni di di cooperazione militare in modo molto trasparente e aperto, proprio per evitare impressioni sbagliate in qualsiasi partner ".

I legami militari e politici di Belgrado con Mosca si sono rafforzati negli ultimi anni. Lo scorso ottobre il presidente russo Vladimir Putin ha partecipato alla cerimonia per il giorno dell'indipendenza di Serbia, e successivamente reparti di Belgrado hanno preso parte alla grande parata di Mosca per commemorare la fine della seconda guerra mondiale. Nel frattempo, le tensioni tra la Serbia e l'Unione europea si sono innalzate per la crisi in Ucraina. La Serbia si è astenuto da un voto delle Nazioni Unite riaffermare l'integrità territoriale dell'Ucraina nel marzo 2014 e non ha aderito alle sanzioni imposte dall'Unione europea.

La Serbia inoltre non prevede affatto di aderire alla NATO, e continua ad insistere sulla propria neutralità militare: le relazioni con la Russia restano un argomento sensibile nel contesto dell'adesione all'UE. La partecipazione di alcuni reparti serbi alla parata militare di Mosca per commemorare inel maggio scorso il 70 ° anniversario della vittoria sul fascismo nella Seconda Guerra Mondiale, aveva causato altre reazioni negative da parte dell'UE, ma questo non cambia la natura delle cose.

"Se il governo di Belgrado mantiene il punto di vista che la sua determinazione geostrategica è quello di affidarsi alle quattro potenze mondiali - Stati Uniti, Unione europea, Russia e Cina - è normale accettare l'invito a compiere esercitazioni con le forze armate russe - è il parere dell' analista militare Aleksandar Radic - anormale sarebbe piuttosto avere relazioni militari più deboli con la Russia rispetto ad alcuni Paesi della regione. Dall'altra mano, se vi sono indicazioni del fatto che relazioni militari più sviluppate con la Russia possono provocare reazioni negative da parte di alcuni poteri, allora tanto vale stimare quel che ci serve di più ", conclude lui.
E la decisione finale taglia la testa al toro, almeno per il momento: un reparto serbo prenderà parte alle manovre nella parte che riguarda la difesa dagli attacchi aerei. Ed a far irritare ulteriormente l'Unione c'è il nome dato all'esercitazione: l'hanno battezzata "Fraternità slava".

Fonte. Tanjug 

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