L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 5 settembre 2015

Mobilità Sostenibile, la logica vorrebbe che la costruzione di una nuova stazione sia un nodo di interscambio ferro-ferro, MA NO si farà ferro-gomma

Trasporti, i pendolari contro ‘Medio Etruria’

L’ipotesi relativa alla realizzazione della fermata di Farneta li trova fortemente critici

04 set 2015
di Gianluigi Giusti
del Coordinamento Comitati Pendolari Umbri
Abbiamo letto in questi giorni vari articoli di giornali riguardanti la nuova stazione denominata Medio Etruria, che, secondo alcune anticipazioni dell’assessore pro-tempore alle infrastrutture e trasporti, architetto Chianella, potrebbe essere costruita in Toscana e precisamente in località Farneta provincia di Arezzo.

Ora ci viene spontanea la domanda, come Coordinamento Comitati Pendolari Umbri, quindi fruitori giornalieri del servizio ferroviario, “cui prodest”, “a chi giova”, una tale scelta, non di certo all’Umbria, nè tantomeno agli utenti umbri, ma di fatto solamente alla Regione Toscana e al territorio dove verrà costruita, eventualmente, la stazione.

Diciamo questo tenendo conto del fatto che la località Farneta, come ben si sa, è a più di cinquanta chilometri dal nostro capoluogo di Regione, per non parlare poi dagli altri importanti centri della nostra regione e della distanza che intercorre dall’aeroporto San Francesco di Assisi.

Inoltre, la stessa, sarà raggiungibile, in futuro, dagli utenti solo con mezzi propri o con eventuali servizi di trasporto pubblico su gomma, dal momento che la linea AV/AC Roma/Firenze, nel punto in cui dovrebbe sorgere la struttura, dista circa venti chilometri dalla linea storica o lenta Roma/Firenze e, quindi, non vi è alcuna possibilità di interscambio con altri servizi ferroviari sia regionali, che sovraregionali per l’Umbria.

Ciò è grave, poiché, a differenza di quanto avrebbe scritto, giorni fa, dalla presidente della Regione, su Facebook e riportato da alcuni quotidiani, riteniamo che “i servizi interni o da e per l’Umbria non sono un’altra cosa, rispetto all’Alta Velocità, ma se integrati con la stessa, aggiungiamo, permetterebbero di raggiungere quei tanti centri umbri che, altrimenti, ne continuerebbero, ancora, ad esser tagliati fuori”.

La stessa stazione Medio Padana, discutibile forse per i costi di costruzione o altro, unica fermata sulla linea AV Bologna/Milano e presa come esempio per la futura Medio Etruria, ha, guarda caso, sottostante alla stessa, una stazione della linea ferroviaria regionale Reggio Emilia/Guastalla/Ferrara, ex ferrovia in concessione, sotto la gestione della Regione Emilia Romagna.

A dimostrazione che il criterio di corrispondenza tra Ferro AV e Ferro Trasporto Locale è pienamente funzionale, tenuto conto che il servizio regionale è l’unico vero collettore da e per il servizio a lunga percorrenza/AV ed all’Umbria, nella fattispecie, non servirebbe una stazione di proprietà, ma, bensì, una stazione di interscambio ferro/ferro funzionale.

Non di meno, non sappiamo, ad oggi, quanto potrà costare tale infrastruttura, sicuramente molto, per certo è, che se da parte delle massime cariche istituzionali umbre, sembra esserci tanto entusiasmo nel portare avanti questa opera, come mai le stesse, e così anche i loro predecessori, non hanno, lo sappiamo bene come Pendolari, fino ad oggi, cercato, di migliorare la qualità dei servizi ferroviari, vedasi i disagi, ormai, cronici più volte denunciati, e le infrastrutture ferroviarie della nostra Regione. Cercando, ad esempio, di sollecitare il Ministero competente, vedasi, anche, l’ultimo incontro con il Ministro Del Rio, per far reinserire tra le opere strategiche il raddoppio della Terni/Spoleto e il completamento del tratto tra Spoleto e Campello del Clitunno, che da anni sembra essere in stallo.

Forse, sono dimentichi che il 21/3/2011 la Regione Umbria firmò, con le Regioni Marche, Abruzzo,Toscana e Lazio, un documento congiunto, sottoposto al MIT, con il quale si manifestava l’esigenza del completamento ferroviario centrale e il potenziamento delle trasversali che mettono in collegamento il Tirreno con l’Adriatico e il nodo ferroviario di Falconara oltre ad interventi infrastrutturali per la velocizzazione dei servizi su linee convenzionali come la Foligno/Terontola/Arezzo ed, altresì, il miglioramento e il completamento della rete regionale interconnessa alla rete nazionale.

A tal proposito, tanto per dire, nell’allegato infrastrutture al DEF 2012-2014 il “raddoppio Terni/Spoleto” è riportato in varie tabelle come opera sia di rilevanza strategica, che regionale.

Tutto questo non fa altro che confermare, che nella nostra Regione non si ha la cultura del trasporto su ferro, a differenza di altre Regioni Italiane, quali ad esempio le stesse Toscana ed Emilia Romagna.

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