L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 1 settembre 2015

Nord Corea e il super missile

Margelletti (Cesi), non sorprende interesse intelligence per il supermissile

Ma non c'è ipotesi di utilizzo reale, è arma politica di propaganda

  

<p>(Andrea Margelletti)</p>
(Andrea Margelletti)
"Non deve sorprendere" l'interesse dei servizi di intelligence occidentali nei riguardi del supermissile nordcoreano Kn-08, sistema d'arma in grado di colpire un obiettivo in un raggio di 12mila km. "E' perfettamente naturale che i servizi di informazione si parlino su questo argomento. La partita, però, è esclusivamente politica e si tratta di un'arma elaborata per fini di propaganda e deterrenza", dice all'Adnkronos Andrea Margelletti, presidente del Cesi (Centro Studi Internazionali), commentando il vertice delle intelligence occidentali tenutosi nei giorni scorsi per discutere del nuovo missile nordcoreano.
E' "estremamente improbabile", infatti, che Kim Jong-un possa alla fine decidere di utilizzare realmente un'arma così devastante ("sarebbe travolto e spazzato via dalla reazione del mondo"), ma "questo gli serve comunque per agitare lo spettro del supermissile. E' una versione moderna del classico 'tintinnio di sciabole'", rileva l'esperto di sicurezza internazionale.
"Le armi si costruiscono all'interno di una strategia di impiego. In caso contrario, non hanno altra valenza logica che l'obiettivo di ottenere qualcosa di più da giocarsi sullo scenario internazionale. Insomma, questa è un'arma che può servire anche se non la si usa", conclude Margelletti.


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