L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 3 settembre 2015

Traditore è chi ha avvelenato il popolo italiano violando le regole della democrazia

Gli errori di Napolitano
capo del Pd

di Cesare Alfieri
03 settembre 2015POLITICA
 
Ecco qui elencati la serie di errori fatti da Giorgio Napolitano e dai sinistri Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi i quali hanno, il primo, fatto cadere il governo eletto Berlusconi nel 2011, e i secondi, approfittato della violazione della democrazia e del sistema democratico, per andare al potere, a lucrare impunemente a nostre spese.
Il governo Berlusconi aveva un rapporto deficit/pil inferiore al 120 per cento, oggi esso è di gran lunga peggiore. Dobbiamo tagliare il deficit molto di più, perché abbiamo 15 punti di rapporto debito/pil in più. Sono stati cioè sprecati, per gli errori antidemocratici di Napolitano, tre anni e mezzo. Quasi quattro anni gettati dalla finestra, nella pattume. Le furberie e ladrerie, le bugie e menzogne alle spalle degli italiani hanno prevalso su quelli che erano e sono semplicemente i conti della serva, da fare. Altro che ripresa! Dal pil alla finanziaria non c'è illusione di bugiardi che tenga. Le balle su margini immaginifici di flessibilità alla finanziaria così come sgravi fiscali o ribassi tributari da annuncite acuta di Renzi con aumento del deficit di 5/6 miliardi, sono al capolinea della realtà vera. Tutte balle impossibili da attuare nella realtà effettuale. Sia per la casa, l'età di pensionamento, o per i contributi dei nuovi contratti di lavoro dei precari del Jobs act con ricadute impossibili cui fare fronte da parte dell'Inps, tutte balle del raccontaballe designato dal solo Napolitano, il mister "bugia" premiato per le balle contro e alla faccia degli italiani onesti, a cominciare dai contributi personali lucrati col trucco/reato.
Dopo cotanta perdita di tempo, il Paese stremato quanto impoverito "ringrazia" quell'incapace tiranno di Napolitano e i suoi degni sodali profittatori quanto impreparati. I nostri soldi persi, dissipati. Il tempo è finito, sprecata pure la capacità di mera sopravvivenza. Oggi l'Italia non può permettersi di superare il deficit al 2 per cento del pil perché urge evitare un nuovo rialzo del nostro debito/pil che negli ultimi anni è salito fino oltre il 133 per cento. Il redde rationem è arrivato contro la politica finanziaria dissennata e stolta, contro la collazione delle regole e del nostro sistema democratici. Il partito democratico diretto da Napolitano è stato ed è tuttora del tutto incapace non solo di fare fronte ma anche solo di capire le reali regole dell'economia di mercato. Riformisti d'accatto, hanno solo saputo profittare per sé.

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