L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 21 ottobre 2015

Dopo Expo, è troppo chiedere trasparenza e la non corruzione?

Per il dopo Expo una sola società 
e un super manager

In via di definizione il piano di smantellamento che inizierà il 2 novembre





di Elisabetta Soglio

(Fotogramma)















Ritorna l’idea di una fusione fra Expo e Arexpo. L’idea di unire in una le due società era già stata accarezzata un paio di anni fa e poi non se ne era fatto nulla. Ma l’annunciato ingresso del governo in Arexpo potrebbe dare un’accelerazione, anche perché di fatto le compagini sono identiche. Expo spa è infatti formata da Governo, Regione Comune, Camera di Commercio, si è occupata della preparazione e della gestione dell’evento e, sulla carta, resta attiva fino al 30 giugno: data entro la quale dovrà consegnare i terreni liberi dai padiglioni e dalle varie strutture. Arexpo era nata più avanti per acquistare i terreni: Regione, Comune, Fondazione Fiera e Comune di Rho sono i soci e la scorsa settimana è stato ufficializzato l’ingresso (decisivo) del Governo che garantirà una più robusta gestione della partita del post Expo. 

La fusione presenterebbe una serie di vantaggi
: oggi Arexpo è una sorta di scatola vuota, mentre in Expo ci sono competenze, professionalità e conoscenza del luogo, elementi che potrebbero rafforzare la struttura. Arexpo ha poi un debito con le banche ( i 315 milioni spesi per l’acquisto dei terreni che ospitano l’esposizione) mentre Expo, che sta preparando il bilancio di chiusura, potrebbe valorizzare il legame con i partner che hanno collaborato alla realizzazione dell’evento coinvolgendone alcuni nella riqualificazione dell’intera area. Infine, c’è l’aspetto pratico: oggi Expo sta cominciando a definire i piani per lo smantellamento, che comincerà il 2 novembre e dovrà continuamente interfacciarsi con Arexpo, anche per capire quale sarò l’utilizzo finale di arredi e di alcune strutture. Essere una cosa sola semplificherebbe molti passaggi. Ecco perché si sta tornando a parlare di questa ipotesi: nel frattempo, la riunione tecnica annunciata per cambiare la governance di Arexpo non ha ancora una data: anche perché si sta cercando di capire chi potrà essere la figura di riferimento che sovraintenda all’intera operazione. Non il commissario unico Giuseppe Sala che, contattato su questo informalmente, ha già alzato paletti. 

Intanto il Movimento 5 Stelle lancia la campagna per «avere fuori dalle operazioni di smantellamento e bonifica del sito la corruzione e la criminalità organizzata». Expo, come fa sapere la leader regionale Silvana Carcano, ha rendicontato ad Arexpo i costi per le bonifiche «e chiediamo che questi dati vengano resi noti ai proprietari, a partire da Regione e Comune». Prosegue intanto la conta gli ingressi: quelli dell’ultima settimana hanno ancora una volta superato il milione arrivando a 1.157.623 (con almeno 13 mila accrediti gratuiti, anche in concomitanza con eventi internazionali come la visita del segretario Onu Ban Ki-moon). Il sabato resta il giorno più affollato: anche se i 246.065 ingressi sono lontani dal record di sette giorni prima con 272 mila entrate. Il commissario unico guarda la coda che ancora affolla il decumano e annuncia ufficialmente: «Arriveremo a 21 milioni».



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