L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 16 ottobre 2015

Francesco Palenzona, banchiere di sistema, i rapporti con Cosa Nostra sono normali per Unicredit




Unicredit, il cda dà fiducia a Fabrizio Palenzona: "Nessuna anomalia"

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PALENZONA















Unicredit conferma la propria fiducia nel vice presidente, Fabrizio Palenzona, finito al centro di un'inchiesta della Dda di Firenze. Il cda, dopo un'informativa dall'a.d Federico Ghizzoni (durante la quale il vice presidente ha lasciato la riunione) e sulla base di risultati di un audit interno, ha preso atto che "non sono emerse anomalie". La vicenda riguarda il via libera da parte di alcuni dirigenti della banca alla ristrutturazione del gruppo guidato da Andrea Bulgarella da cui è partita l'inchiesta che vede indagato, tra altri, anche Palenzona. Gli affidamenti all'imprenditore trapanese vennero concessi nei primi anni 2000 da Banco di Sicilia e Capitalia.
Il consiglio, viene spiegato in una nota, oltre a confermare "la fiducia nell'operato dei propri esponenti", manterrà "il proprio impegno attivo nel seguire gli sviluppi sia del procedimento penale che delle verifiche interne onde essere sempre nelle condizioni di esprimere le proprie valutazioni".
Inoltre il board ha preso atto che "non risulta approvato alcun progetto di ristrutturazione del debito del Gruppo Bulgarella".
Su Palenzona, peraltro, al momento non ricorrono i presupposti, previsti dal decreto sui requisiti di onorabilità, per la sospensione dal consiglio. Tutta la vicenda è, comunque, all'attenzione di Bankitalia, come ha spiegato il sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti in risposta ad interrogazione in Commissione Finanze alla Camera.
L'inchiesta che vede coinvolto anche Palenzona arriva in un momento caldo per UniCredit che tra poco meno di un mese, l'11 novembre (giorno in cui saranno diffusi anche i conti del terzo trimestre e dei nove mesi), presenterà la revisione del piano al 2018. Aggiornamento su cui l'ad Federico Ghizzoni è estremamente concentrato anche per la forte attesa, non solo del mercato.
Il gruppo - che oggi ha cooptato in consiglio Mohamed Hamad Ghanem Hamed Al Mehairi, ceo di Aabar Investments - lavora al taglio dei costi e al rafforzamento del business per sostenere la redditività e a rafforzare il capitale. In quest'ambito non hanno trovato conferma i rumors di un taglio di 10mila posti (con Italia, Germania e Austria coinvolte). Ma è il miglioramento della redditività il vero nodo. E' chiaro a tutti e, soprattutto, ai soci (che investono per essere poi remunerati) che Unicredit deve cambiare passo anche rispetto al competitor principale Intesa Sanpaolo che ha performance, non solo negli utili, di lunga migliori (+30,5% in Borsa da inizio anno contro un +6% del gruppo di Piazza Gae Aulenti). Intanto, tra le partite aperte, il gruppo dovrebbe chiudere entro l'anno la cessione di Ukrosotsbank, controllata in Ucraina. E, sempre entro il 2015, dovrebbe essere portato a termine un altro step per l'asset management Pioneer-Santander.

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