L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 15 ottobre 2015

i migranti sono affari per mantenere il sottobosco delle clientele del Pd e dei suoi satelliti tipo Comunione e Liberazione

Mafia Capitale: coop indagate continuano a vincere appalti

"Rendono più della droga". "29 Giugno" e "La Cascina" (Comunione e Liberazione) continuano a fare affari pur essendo sotto controllo giudiziario. Perché?

Mafia Capitale, in piazza Santi Apostoli a Roma la fiaccolata della legalità.
Mafia Capitale, in piazza Santi Apostoli a Roma la fiaccolata della legalità.
ROMA (WSI) - Continua a regalare colpi di scena Mafia Capitale, l’inchiesta che ha travolto la città di Roma svelando un intreccio pericoloso tra politica e malaffare. Le due cooperative al centro dell’indagine, "29 Giugno" guidata da Salvatore Buzzi e "La Cascina", la coop bianca legata a Comunione e Liberazione, vicina al Nuovo Centro Destra, continuano di fatto a fare affari.

Proprio nella giornata di ieri, 13 ottobre 2015, una delle controllate de La Cascina, la Domus Caritatis, si è aggiudicata un appalto, partecipando ad una gara indetta dalla Prefettura di Teramo per servizi di prima accoglienza per gli stranieri.

"Rendono più della droga" aveva riferito al telefono Buzzi durante un’intercettazione riferendosi proprio ai migranti. In questi mesi di indagini, intercettazioni e arresti, anche alla "29 Giugno" sono stati affidati appalti per i servizi di portierato e lavori di pulizia dell’Università di Roma Tre, nonchè per la gestione della raccolta differenziata dell’Ama.

Ma come sembra possibile tutto ciò? In sostanza sia la "29 Giugno" con i suoi 60 milioni di fatturato che La Cascina da 350 milioni sono state affidate, salvandosi dall’interdittiva antimafia , a tre amministratori giudiziari che le gestiscono nell’attesa della fine del processo. Un compromesso che ha permesso di tutelare tanti posti di lavoro, circa 1300 persone alla "29 Giugno" e 6mila a La Cascina.

"Quando siamo arrivati la cooperativa di Buzzi" – spiega Davide Franco, uno dei tre amministratori giudiziari – "era sull’orlo del baratro per la revoca dei fidi bancari e le forniture sospese. L’Amministrazione giudiziaria ha garantito la prosecuzione delle attività".

E contro chi fa notare che tre amministratori per due cooperative che lavorano su appalti identici potrebbero far sussistere il conflitto di interessi, risponde Franco: "Abbiamo immediatamente diversificato gli ambiti. Io sono competente per le attività della 29 Giugno ma non sulla ristorazione che seguo invece per La Cascina". In relazione al Cara di Mineo inoltre, Franco sottolinea che La Cascina continua ad avere in gestione la ristorazione ma è stata sancita la riduzione del numero degli ospiti che sono passati dai 3mila ai 2mila attuali. "Sarà dunque necessario operare una ristrutturazione e non è escluso che si dovrà tagliare il numero dei dipendenti". 

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