L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 14 ottobre 2015

Libia, solo degli ingenui possono pensare che se ci sarà accordo questo sarà solo di facciata, quando ci sono di mezzo i Fratelli Musulmani il loro obbiettivo è l'islamizzazione di tutti e tutto

Gentiloni: "Se la Libia lo richiede siamo pronti a mandare i soldati"

L'Italia è pronta a fare la sua parte anche con l'esercito. Gentiloni: "L'Italia è pronta con i suoi soldati ad assicurare la sicurezza di alcune zone del Paese"


L'Italia è pronta a fare la sua parte anche con l'esercito. Può essere riassunto così il pensiero del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.





Il ministro, ospite oggi della trasmissione Agorà ha parlato della situazione in Libia e ha detto che l'Italia è pronta. "Se i libici faranno nascere un nuovo governo, l'Italia è pronta con i suoi soldati ad assicurare la sicurezza di alcune zone del Paese".
Per l'operazione in Libia il Governo italiano detta due condizioni fondamentali: il legittimo governo della Libia deve chiedere l'intervento dell'Italia e l'operazione deve essere avallata dall'Onu. Sui tempi il ministro non si sbilancia dicendo che prima di parlare di uomini e mezzi "il nuovo esecutivo si dovrà insediare a Tripoli e questa è una sfida molto complicata".
Per quanto riguarda le forze in campo Gentiloni frena sui numeri: "Non dobbiamo farci film su centinaia di soldati nel deserto" ma saranno probabilmente truppe scelte con compiti di sicurezza. Per il momento pare non sia prevista alcuna azione armata diretta anche "perché -conclude il ministro - la pace i libici la devono fare tra di loro".

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