L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 16 ottobre 2015

negli anni la Persia/Iran ha dovuto sviluppare sistemi di armamento per difendersi dalla possibilità concreta di attacco da parte degli Stati Uniti

IRAN: PORTAEREI, SUPERCACCIA E BASI SEGRETE ALLA JAMES BOND

(di Franco Iacch)
15/10/15 
Sembrerebbe un set di un film di James Bond. E l’ambientazione ricorda decisamente il film “Agente 007 - Si vive solo due volte”, quinto lungometraggio della serie avente come protagonista la spia creata da Ian Fleming. Quelle che vedete, però, sono le foto assolutamente autentiche diramate, in un momento di rara apertura, dall’agenzia di stampa iraniana Fars. Uomini in uniforme dentro un complesso montuoso, veicoli di lancio e missili pronti a colpire il nemico.
La base segreta della Forza Aerospaziale del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica, è stata realizzata a 500 metri sotto una catena montuosa del territorio iraniano ed ospita missili balistici Qadr e Shahab. La struttura sotterranea mostrata in televisione è “soltanto una delle numerose basi missilistiche segrete sparse per il paese. Ogni base statunitense nel Medio Oriente è alla portata dei missili iraniani”. La rivelazione delle basi sotterranee arriva dopo l’importante accordo raggiunto da Iran e il cosiddetto P5 + 1 (Stati Uniti, Regno Unito, Russia, Cina, Francia e Germania) sul programma nucleare. Secondo l'accordo, le sanzioni internazionali contro l'Iran saranno abolite in cambio di restrizioni che, almeno in teoria, dovrebbero impedire al paese di sviluppare una bomba atomica.
I progetti iraniani: il sottomarino lanciamissili
Il sommergibile chiamato “Be'sat”, attualmente in fase di progettazione, sarà lungo 60 metri e potrà operare ad una profondità operativa di 300 metri. L’Iran ha annunciato al mondo la propria intenzione di costruire un sottomarino di 1300 tonnellate con capacità missilistiche nel febbraio scorso.
I nostri ingegneri – dicono dall’Iranian Army – stanno sviluppando un battello dotato di sei lanciatori in grado di sparare siluri e missili da crociera. Il sottomarino avrà anche la capacità di rilasciare mine.
Il sottomarino – disse presentando il progetto il comandante dell’esercito iraniano, il generale Ataollah Salehi –sarà costruito in pochissimo tempo ed aumenterà esponenzialmente la potenza del nostro apparato militare.
Lo scorso dicembre, Salehi ha elogiato le capacità della Marina iraniana, sottolineando che il paese potrebbe rinnovarsi nel prossimo decennio con nuovi sottomarini e navi di superficie.
L’esperienza e la capacità acquisita dall'Iran nel costruire attrezzature militari – ha poi aggiunto Salehi - non sono state ben recepite dalle altre nazioni del mondo: noi vogliamo pace ed amicizia.
…e la portaerei iraniana
Qualora dovesse scoppiare una guerra, l'Iran indirizzerà la sua potenza militare contro le portaerei americane nel Golfo Persico. E' quanto ha affermato, nel maggio dello scorso anno, l'ammiraglio Ali Fadavi, comandante della Marina della Guardia Rivoluzionaria iraniana.
L'Iran, ormai non è più segreto, ha costruito una semplice replica della portaerei USS Nimitz in un cantiere navale nel porto meridionale di Bandar Abbas. Fadavi ha affermato che le immense dimensioni delle portaerei americane le rendono un facile bersaglio.
La distruzione dei vettori americani – ha aggiunto Fadavi - sono una priorità per le forze navali della Guardia Repubblicana, poiché proprio le portaerei sono il simbolo della potenza militare USA nel mondo. L'ammiraglio Fadavi ha poi aggiunto che in un’esercitazione effettuata proprio contro alcune “navi americane” finte, le forze armate iraniane hanno distrutto le navi più pericolose in meno di 50 secondi.
Secondo la Guardia Repubblicana, per affondare una portaerei classe Nimitz, servirebbero 24 missili lanciati a sciame (idea simile soltanto concettualmente alla ben più letale tecnica d'attacco delle ‘Kirov’ con i suoi venti missili corazzati “SS-N-19 Shipwreck” dal peso di sette tonnellate a vettore).
Le forze navali della Guardia Rivoluzionaria, piccole imbarcazioni armate con missili antinave, sono indipendenti dalla principale Marina iraniana. Esse sono schierate lungo le acque territoriali del Golfo Persico. Sarebbe opportuno rilevare che una cosa è lanciare dei missili contro una struttura galleggiante ancorata al fondale, e tutt'altra è attaccare una nave da guerra da 100 mila tonnellate, con capacità di manovra ad una velocità di trenta nodi, con sessantacinque caccia a bordo ed un gruppo da battaglia navale a sua difesa (v.articolo).
…o il supercaccia Qaher-313
Il Qaher-313, è stato presentato in occasione delle celebrazioni che commemorano la vittoria della Rivoluzione Islamica del 1979. Il Qaher (Conquistatore) 313 – secondo quanto affermato durante la presentazione – è equipaggiato con le più recenti tecnologie sviluppate interamente in Iran. Il suo radar è in grado di inseguire ed ingaggiare molteplici bersagli aerei e terrestri in condizioni ognitempo. Il velivolo può svolgere svariate missioni in una sola sortita, con una capacità di trasportare internamente il proprio carico bellico per ridurre la segnatura radar. Il nostro caccia invisibile – disse il ministro della difesa, il generale Ahmad Vahidi – è in grado di seguire il profilo del terreno sfrecciando ad altissima velocità grazie al suo profilo più unico che raro. Il Qaher – aggiunse - è una manifestazione delle capacità iraniane di costruire velivoli di ultima generazione. Il velivolo – ha poi spiegato Vahidi – ha una radar cross section molto ridotta, difficilmente rilevabile dai radar occidentali, grazie al suo particolarissimo profilo aerodinamico. Il suo apparato propulsivo, unico nel suo genere, conferisce al velivolo la capacità di decollare ed atterrare da piste corte. Il Qaher 313 – concluse il ministro della difesa - è in grado di rivaleggiare ad armi pari per caratteristiche e prestazioni con i caccia più avanzati del pianeta come l'F-22 o l'F-35 (v.articolo).

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