L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 12 ottobre 2015

Renzi&Lotti un sodalizio che nasce sul malaffare, imbrogliando lo stato

12/10/2015 12:57

L'INCHIESTA

Nuove indagini sul padre di Renzi

Il Gip ha richiesto approfondimenti a carico del papà del premier accusato del fallimento della società Chil Post. Il pm aveva chiesto l'archiviazione

Tiziano Renzi
Il caso giudiziario che ha investito il padre del premier sembra non essere affatto concluso. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova Roberta Bossi ha disposto un supplemento di indagini a carico di Tiziano Renzi indagato per bancarotta nel procedimento per il fallimento della Chil post. Il pm aveva chiesto l'archiviazione. "Si tratta di accertamenti che non daranno sorprese, essendo tutto documentabile e privo di ogni rilievo di carattere penale", ha detto l'avvocato Federico Bagattini, difensore di Tiziano Renzi. Il padre del premier era amministratore unico della Chil Post , che cedette nel 2010 ad Antonello Gabelli e Gian Franco Massone, padre di Mariano, “faccendiere” che con Renzi senior aveva in passato avuto svariati rapporti.

Anche la Corte dei Conti indaga Di recente i finanzieri del nucleo di polizia tributaria hanno perquisito la sede di Fidi Toscana in viale Mazzini a Firenze. La Corte dei Conti ha infatti aperto un’inchiesta sul presunto danno erariale patito dalla Regione Toscana e dallo Stato centrale a causa delle garanzie prestate dalla finanziaria regionale alla Chil srl di Tiziano Renzi fallita senza restituireparte del prestito.

Il caso la vicenda inizia nel 2009 quando la Chil srl ottiene grazie alla garanzia di Fidi Toscana un cospicuo finanziamento (circa 700 mila euro) dalla Banca di Credito Cooperativo di Pontassieve. Il dirigente incaricato dall’istituto bancario di curare la “pratica Chil” è Marco Lotti, padre del braccio destro del premier Luca. Fidi Toscana riesce a coprire l’80% del prestito richiesto grazie alle agevolazioni per l’imprenditoria femminile: l’intero capitale della società, nel 2009, era intestato alla madre e alle sorelle del premier. Più tardi, Tiziano Renzi torna azionista di maggioranza, firmando la concessione del mutuo come responsabile. Infine, nel 2010, ceduto un ramo d’azienda per 3 mila euro alla sua nuova società “Eventi 6 srl”, sposta la sede della Chil a Genova e la cede a Mariano Massone, che si prende anche il mutuo solo in parte restituito. Massone, insieme ad Antonello Gabelli, anch’egli subentrato nella gestione societaria dal 2010, è accusato di bancarotta fraudolenta a Genova. I pm contabili seguono il denaro uscito da Fidi Toscana. Circa 263 mila euro versati alla Banca di Pontassieve da Fidi Toscana, di cui 236 mila poi rimborsati dal Fondo centrale di garanzia. A fine settembre, il governatore Rossi ha annunciato la revoca del fido e la richiesta del rimborso più le sanzioni. I pm vogliono capire anche se qualcuno in Fidi abbia omesso controlli favorendo la Chil.
Redazione online

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