L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 24 ottobre 2015

Sannio, Renzi ci ha abituato, lui scappa sempre, MA noi non dimentichiamo

ALLUVIONE BENEVENTO, NEL SANNIO MATTEO RENZI NON S’È VISTO
23 ottobre 2015

Per la tragedia di Benevento si sono mossi tutti: volontari, cittadini, associazioni, persone da tutta Italia. E’ partita una gara di solidarietà per aiutare persone ed aziende in difficoltà, mentre sui social network la storia di“#SaveRummo” è diventata un caso da studiare. Si sono mossi tutti, tranne lui, Matteo Renzi.

Il Presidente del Consiglio in terra sannita non s’è visto. Una terra disastrata che ha pagato a caro prezzo i danni di quest’alluvione e li pagherà negli anni a venire, con un’agricoltura in ginocchio, la produzione vinicola a rischio e tante aziende che rischiano la chiusura. Lui, però, il Presidente del Consiglio, ha preferito starsene lontano. Dal fango, dalle macerie, dai milioni di euro di danni. Probabilmente per il timore di essere contestato dalla popolazione. E’ l’unica spiegazione che si riesce a dare per quest’atteggiamento di totale indifferenza.




Certo, il Sannio non avrà lo stesso appeal dei poli industriali del Nord-Est, né il peso politico di altre zone della Penisola. Ma, insieme alla sua gente, merita comunque rispetto. Quel rispetto che Matteo Renzi dimostra di non avere, per il Beneventano così come per le altre province interne del Sud Italia. Zone difficili, impervie, lontane dalle grandi metropoli e quindi dai riflettori e dai centri di potere.

Non c’erano eventi da presenziare, banchetti a cui partecipare, industriali da incontrare. Ecco perché il “buon Matteo” ha preferito starne alla larga. Ma, prima o poi, le elezioni torneranno e la gente difficilmente se ne dimenticherà…

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