L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 23 ottobre 2015

Siria, per gli Stati Uniti esistono tagliagola moderati e non

Putin avverte: guerra mondiale sempre più probabile

Agli Usa: "perchè fare distinzione tra terroristi moderati e non moderati? Armi fornite all'opposizione 'moderata' in Siria sono finite nelle mani sbagliate".
Il presidente russo Vladimir Putin. La Russia continua a dominare la geopolitica, con i suoi interventi in Medio Oriente.

Il presidente russo Vladimir Putin. La Russia continua a dominare la geopolitica, con i suoi interventi in Medio Oriente.
ROMA (WSI) - L'avvento di una guerra mondiale sta diventando ogni giorno più probabile. A lanciare l'allarme - o la minaccia? - è Vladimir Putin, presidente della Russia, che non ha assolutamente intenzione di fare un passo indietro nelle strategie ben chiare di politica estera. E che accusa piuttosto gli Stati Uniti: loro e solo loro sarebbero responsabili dell'escalation delle tensioni in Medio Oriente e nel mondo. Anche perchè, poi, sul fronte del disarmo nucleare - sottolinea - non c'è stato alcun progresso.

"Avevamo il diritto di aspettarci che lo sviluppo del sistema missilistico di difesa degli Usa si sarebbe fermato. Ma non è accaduto nulla del genere, dal momento che, invece, continua. Questo è uno scenario molto pericoloso, che arreca danni a tutti, inclusi gli Stati Uniti stessi. (...) Alcuni hanno anche l'illusione che una vera vittoria di una delle varie controparti possa essere raggiunta in un conflitto globale, senza conseguenze irreversibili per lo stesso vincitore - sempre se ce ne sarà mai uno", è quanto ha detto Putin, in occasione del forum di Valdai, che si è tenuto a Sochi.

Putin ha confermato la sua volontà di abbattere il terrorismo, tornando a giustificare la strategia militare e di geopolitica che lo ha portato a intervenire in Siria.

"Noi continueremo a fornire assistenza a tutti i paesi minacciati dai terroristi". Una critica aperta verso la politica estera degli Stati Uniti è arrivata nel momento in cui ha affermato che non esiste alcun bisogno di fare distinzioni tra i terroristi moderati e non.

"Perchè fare questo gioco di parole e dividere i terroristi in moderati e non moderati. Qual è la differenza?", ha detto il presidente russo. "Il successo nella lotta ai terroristi non può essere raggiunto usando alcuni di loro per rovesciare regimi che non piacciono, perchè poi è solo un'illusione quella di poterli gestire in un momento successivo".

D'altronde, "le armi che sono state fornite alla cosiddetta opposizione 'moderata' in Siria sono finite direttamente nelle mani dei terroristi".

Secondo Putin, il pericolo è proprio nella convinzione degli Usa di avere la capacità di vincere una guerra contro quelle nazioni che fanno parte della loro lista nera (come appunto la Russia, l'Iran e la Cina). Washington crede che l'America possa vincere senza rischiare conseguenze simili ai danni che infliggono ai loro nemici. Ma questo, ha ripetuto Putin, è un calcolo sbagliato e pericoloso che potrebbe finire con il mettere in pericolo gli stessi cittadini Usa. 

"Vorrei sottolineare ancora una volta che gli interventi della Russia in Siria sono completamente legittimi, e hanno come solo scopo quello di ripristinare la pace"; "noi dobbiamo unire gli eserciti siriani e iracheni e le fazioni curde per sradicare il terrorismo e siamo pronti a coordinare le nostre azioni militari con i partner occidentali". (Lna) 

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