L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 14 ottobre 2015

TTIP, serve solo agli interessi delle multinazionali

TTIP, in poche parole Commissario UE esprime quanto c'è di sbagliato nel trattato
13 ottobre 2015

Ecco come ha risposto Cecilia Malmström di fronte alle critiche sui negoziati per il controverso accordo di libero scambio.



Il commissario Ue al commercio, Cecilia Malmström, ha precisato che va avanti con il TTIP perché "Non rappresento i cittadini Ue".

NEW YORK (WSI) - "Il mio mandato? Non arriva dai cittadini europei". Così il commissario del commercio, Cecilia Malmström, ha risposto a un giornalista dell’Indipendent, nel corso di un’intervista durante la quale le si chiedeva come potesse continuare i negoziati sul Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) di fronte all’inarrestabile ondata di critiche che l'accordo commerciale sta sollevando in Europa. 

Nell'ultimo anno, sono stati circa tre milioni i cittadini europei che hanno firmato la petizione contro l’accordo senza contare i migliaia di incontri e le proteste che si sono tenute in tutti i 28 Stati membri dell'UE, tra cui l’ultima, tenutasi lo scorso fine settimana a Berlino, alla quale hanno partecipato 250.000 persone.

"Se non dai cittadini europei, allora, da chi arriva il mandato di Cecilia Malmström?" si domanda il giornalista, ricordando che "ufficialmente, i commissari europei sono tenuti a rappresentare i governi eletti in Europa. Eppure la Commissione europea sta portando avanti i negoziati TTIP a porte chiuse, senza un adeguato coinvolgimento dei governi europei, dei parlamentari o dei cittadini. Funzionari britannici hanno ammesso di essere stati tenuti all'oscuro durante i colloqui TTIP".

"In realtà, come ha evidenziato un nuovo rapporto di War on Want, Malmström riceve i suoi ordini direttamente dai lobbisti che pullulano nei dintorni di Bruxelles. La Commissione europea non fa mistero sul fatto la commissaria sia pilotata dalle lobby del settore come BusinessEurope e il Forum Europeo dei Servizi. Non c'è dunque da meravigliarsi che i negoziati TTIP siano impostati per servire gli interessi delle multinazionali, piuttosto che le esigenze dei cittadini" si legge nell'articolo. 

Fonte: Independent

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