L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 11 ottobre 2015

Turchia, la Fratellanza Musulmana anche quando sta al potere non disdegna di usare atti terroristici per sgominare popoli ed opposizioni, ha paura che il voto la ricacci negli antri dove è abituata a vivere

TURCHIA: BOMBE CONTRO I CURDI AD ANKARA, STORIA DI UN POPOLO CHE NON SI RASSEGNA

    di  .  Scritto  il  11 ottobre 2015  

Due esplosioni ieri hanno interrotto una marcia pacifica organizzata da Ankara da partiti di opposizione e attivisti curdi. In attesa di rivendicazioni e ricostruzioni, appare evidente come la Turchia si trovi in un momento difficile della propria storia anche a causa della vicina crisi in Siria che la vede indirettamente coinvolta.turchiacurdi
Il conflitto in Siria ha di fatto aperto un buco nero che ha visto i turchi prendere posizioni non sempre limpide, ma sicuramente contrarie alla possibilità della formazione di un’entità indipendente curda ai suoi confini orientali.
La Turchia ha all’interno del suo territorio una percentuale molto alta della popolazione di etnia curda: ufficialmente circa il 15% della popolazione lo è, ma secondo altre stime questa percentuale sarebbe molto più alta, forse tra il 25 e il 30%.
Tra i paesi della regione, la Turchia è quello che insieme all’Iraq conta la percentuale più alta di curdi rispetto alla popolazione. In Iraq, dopo gli anni di Saddam Hussein, le regioni curde del nord sono di fatto autonome e sono riuscite a contrastare in maniera efficace i tentativi di espansione dell’Isis. In Turchia i curdi sono presenti sul piano politico con un proprio partito, ma fanno anche riferimento al Pkk, bandito dal governo.
La lotta armata tra Pkk ed esercito ha causato migliaia di vittime negli anni e l’ultimo cessate-il-fuoco è crollato lo scorso luglio.
Per i curdi, popolazione culturalmente e linguisticamente vicina agli iraniani, il sogno di uno Stato sovrano e indipendente non è mai venuto meno. Ma in questa fase della storia, ancora una volta come nel passato, sono diventati elemento strumentalizzabile per fini diversi.

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