L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 29 novembre 2015

Arexpo-Expo, l'albero della vita rappresenta la strategia inutile, costosa e inconcludente di questa mostra tanto sbandierata e pubblicizzata da una classe politica ineficiente e corrotta

Expo: l’Albero della Vita “in naftalina”, servono 360mila euro
L’Albero della vita di Expo

  • Sabato 28 novembre 2015



Expo: l’Albero della Vita “in naftalina”, servono 360mila euro

Smontaggio cominciato e tanti “pezzi” di Expo andranno in giro per il mondo, alcuni, come il Lego, saranno rimontati nei Paesi di origine. Non sarà così per il Padiglione Italia e l’Albero della Vita. Ma per conservare quest’ultimo durante l’inverno occorrono 360mila euro.

Smontaggio cominciato e tanti “pezzi” di Expo andranno in giro per il mondo, alcuni, come il Lego, saranno rimontati nei Paesi di origine. A Rho-Pero si procede spediti: ogni Paese ha presentato il proprio cronoprogramma di lavori per smontare il proprio padiglione (35 hanno già cantierizzato). Numerosi quelli che hanno già svuotato gli interni. Entro la primvera verranno riconsegnati i primi terreni liberati. Inoltre, molte piante dell’esposizione sono già state ripiantate altrove.

Ma ci saranno anche pezzi che resteranno al loro posto, che non verranno smontati, a disposizione: Palazzo Italia e l’Albero della Vita. Da aprile 2016 il Palazzo ospiterà una mostra mentre l’Albero riproporrà le sue caratteristiche luci e i giochi di acqua. Ma lo stop e la conservazione invernale, in particolare dell’Albero, non saranno a costo zero. Anzi: come ha spiegato giovedì a Palazzo Marino di Milano il direttore Stefano Gatti, verranno spesi 360 mila euro che dovrebbero tuttavia arrivare dagli sponsor. Per smontarlo ne sarebbero occorsi 500mila.

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