L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 27 novembre 2015

Derivati, strumenti finanziari contrattati fuori dai mercati regolamentati, bombe ad orologerie

Usa, nuova azione contro le banche

Dieci principali istituti mondiali - tra cui UBS e Credit Suisse - sospettati di pratiche contrarie alla concorrenza

Keystone
Secondo i querelanti, le banche avrebbero impedito su piattaforme di scambio elettroniche il normale svolgimento delle contrattazioni sul mercato
 
26 novembre 2015

NEW YORK - Una nuova azione giudiziaria nei confronti di grandi banche ha preso il via mercoledì a New York: una denuncia è stata depositata presso il tribunale distrettuale federale di Manhattan contro dieci tra i principali istituti bancari mondiali - tra cui UBS e Credit Suisse - e due piattaforme di trading. Le banche sono sospettate di pratiche contrarie alla concorrenza sul mercato dei prodotti derivati da tassi di interesse, un mercato valutati a circa 320 miliardi di dollari.

La denuncia è stata depositata da un fondo pensionistico di Chicago, che ritiene di essere stato penalizzato da un cartello illegale costituto da questi istituti attorno ad alcuni titoli. Oltre ai due istituti elvetici sono coinvolte tra gli altri anche Deutsche Bank, JP Morgan, Goldman Sachs, Bank of America, Citigroup, Barclays e Royal Bank of Scotland.

Secondo i querelanti, le banche avrebbero impedito su piattaforme di scambio elettroniche il normale svolgimento delle contrattazioni sul mercato dei prodotti derivati da tassi di interesse ("Interest Rate Derivative"), causando loro mancati guadagni. Questi titoli offrono la possibilità di coprirsi da eventuali rischi legati alle fluttuazioni dei tassi d'interesse.

Già a metà settembre dodici istituti bancari, tra cui anche UBS e Credit Suisse, avevano accettato di pagare 1,87 miliardi di dollari (circa 1,81 miliardi di franchi svizzeri) per risolvere una vertenza giuridica negli Stati Uniti. In quel caso le banche erano accusate da investitori di pratiche contrarie alla concorrenza sul mercato dei prodotti derivati di credito ("credit default swap").
 
http://www.cdt.ch/mondo/economia/143818/usa-nuova-azione-contro-le-banche

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