L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 28 novembre 2015

Diego Fusaro, la strategia della paura è voluta dal potere per impedire che ci sia opposizione

Il pensiero di Fusaro sul dopo-Parigi: “Vedrete, la paura diventerà strumento di dominio politico”
 
27 novembre 2015 ore 11:35, Andrea Barcariol
Il pensiero di Fusaro sul dopo-Parigi: “Vedrete, la paura diventerà strumento di dominio politico”
Il filosofo Diego Fusaro, intervistato da IntelligoNews, boccia l’operato di Hollande, critica Erdogan e analizza i futuri scenari geopolitici sulla base degli ultimi eventi.
 
Anche la Germania invierà i tornado in Siria. Si va verso la grande coalizione contro l’Isis. Che idea si è fatto di questa Europa a guida Hollande?

«E’ vero che il trattato di Lisbona prevede questa possibilità ma la Costituzione italiana, nell’art.11 la vieta. Come si vede ancora una volta la Costituzione è carta straccia rispetto ai trattati europei. Siamo al cospetto di un’aggressione militare che dietro l’etichetta dell’attacco al terrorismo va a colpire uno Stato sovrano, nazionale e legittimo come la Siria che era nel mirino da parecchio tempo e che ora può essere aggredita con una plausibile giustificazione. Peccato che questa lotta al terrorismo implichi il bombardamento di città siriane e di civili con una vera e propria strage terroristica analoga a quella subita dalla Francia».

La Meloni su facebook ha criticato l’atteggiamento “ipocrita” Renzi sostenendo che lui dice: “La guerra serve, ma fatela voi”. Cosa ne pensa?


«Bisogna capire quali saranno gli sviluppi. Se l’Italia entra in guerra sarebbe un evento gravissimo. Non c’è alcun motivo per farlo, a oggi nessuno ci ha minacciato o bombardato. Poi quello che dice la Meloni non mi interessa minimamente».

Hollande invece è passato dal “saremo spietati” a un atteggiamento più diplomatico. Denota debolezza?


«Le sue prime frasi sono sembrate quelle dei terroristi dell’Isis, perché è lo stesso stilema narrativo. Ora non so cosa vorrà fare Hollande che però leggo come il momento culminante della parabola dissolutiva delle sinistre passate da Marx alla giustificazione dei bombardamenti umanitari».

Un ruolo decisivo nella guerra all’Isis lo sta svolgendo Putin. Che conseguenza avrà l’abbattimento dell’aereo russo da parte della Turchia?

«E’ ancora presto per dirlo. Sicuramente la Russia ha subito un attacco ingiustificato che non credo sia stato casuale. Tutti sanno che c’è stato un piccolo contentino per la Turchia, il fatto che a dicembre l’Europa vaglierà ulteriormente la possibilità dell’ingresso nell’Ue. Speriamo che la Russia non ci caschi altrimenti si va verso un conflitto mondiale. Se la Grecia avesse fatto lo stesso trattamento alla Turchia ora non avrebbero più aerei».
 


L’Europa sta scoprendo la paura. Non pensa che sia una società troppo individualista per riuscire a far fronte comune?

«Sul tema della paura ci sono dei bei libri di Roberto Escobar che consiglio. In generale direi che gli uomini presi dalla paura sono disposti a rinunciare a molte cose in nome della sicurezza. La paura diventa quindi uno strumento di dominio politico per far passare norme. Per i prossimi due anni si parlerà solo dell’Islam e del terrorismo e non più della violenza terroristica dell’economia di mercato che genera suicidi e disoccupati. Il nemico sarà solo il terrorista islamico».

Crede che la tragica morte di Valeria Solesin sia stata strumentalizzata?


«Sì, come per le altre vittime di Parigi che sono state uccise una seconda volta tramite l’incorporazione ideologica della loro morte in un progetto geopolitico di bombardamento e di aggressione di un altro Paese, la Siria. Quei volti sono stati utilizzati per giustificare un atto imperialistico di aggressione».

http://www.intelligonews.it/articoli/27-novembre-2015/33761/il-pensiero-di-fusaro-sul-dopo-parigi-vedrete-la-paura-diventera-strumento-di-dominio-politico 

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