L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 22 novembre 2015

Gli euroimbecilli tedeschi fanno le pulci al governo pagliaccio e fanno la profezia dell'Italia che esce dall'Euro. Ci auguriamo che sia così

Financial Times: “L’Italia con Renzi uscirà dall’euro”

"Uno tsunami finanziario sta per travolgere l'Italia e il governo Renzi non è attrezzato per reggere l'onda devastante della nuova crisi. Per questo, l'Italia è destinata a uscire dall'euro, con tutto quello che ne consegue". Ne è sicuro l'economista tedesco Wolfgang Munchau, che nel suo editoriale sul Financial Times colpisce durissimo Palazzo Chigi.
All’ottimismo a tratti insensato di Renzi e dei suoi uomini (nel mirino c’è soprattutto Yoram Gutgeld, convinto che l’Italia sarà immune al contesto internazionale), Munchau oppone alcuni numeri assai preoccupanti: la crescita del terzo trimestre inferiore alle attese, secondo l’economista, dimostra che la crisi di Cina e paesi emergenti ha già iniziato a far sentire i suoi gravissimi effetti.
“Se l’Italia non esce con forza dalla recessione, è difficile capire come possa rimanere nell’Eurozona – scrive Munchau -. A un certo punto potrebbe essere un indiscusso interesse del Paese uscire dalla moneta unica e svalutare”.
Sono tre i motivi che spingono l’economista tedesco a formulare la previsione: i dati sul Pil, innanzitutto, poi “la mancata ristrutturazione del sistema bancario” con “i crediti deteriorati ormai il 10% del totale” e “molti istituti piccoli o medi di fatto insolventi” e la prospettiva di uno scarsissimo sostegno alla crescita da parte delle stesse banche. Terzo punto, “le scelte di politica fiscale di Renzi”, a cominciare dall’abolizione della tassa sulla prima casa:
“Magari porterà voti, ma non cambierà certo l’economia, lo abbiamo già visto. Il pericolo di questa strategia è che può andare orribilmente male se lo choc esterno è abbastanza forte e il settore bancario abbastanza debole”.
L’ipotesi più probabile è che con la crisi, il rapporto deficit-Pil senza più margini di flessibilità schizzi fino al 3,4 o 4,4 per cento. Risultato: Renzi cadrà proprio come accaduto a Silvio Berlusconi,
“magari arriverà un nuovo governo tecnico non eletto. L’Italia potrebbe non scegliere mai di lasciare l’Eurozona per ragioni politiche, ma se i calcoli di Renzi si dimostrano sbagliati, si troverà al punto in cui sarebbe razionale uscire per ragioni economiche”.
http://www.blitzquotidiano.it/economia/financial-times-litalia-con-renzi-uscira-dalleuro-2325241/ 

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