L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 25 novembre 2015

Hiroshima e Nagasaki si avvicinano paurosamente, velocemente, e fanno la conferenza sul clima, dopo esisterà la vita?

Il regime turco di Erdogan con la Nato e la jihad di Eugenio Orso

Posto che oggi la più grande organizzazione criminale armata nel mondo, ancor prima dello stato islamico sunnita, è l’alleanza atlantica, la Turchia, protetta dalle sue armi e ispirata dai suoi vertici criminali, ha abbattuto allegramente un caccia russo, violando lo spazio aereo siriano. E’ andata così, anche se i media occidentali, squallidi lacchè dei potentati neocapitalisti (e della Nato) ve la raccontano diversamente. Non a caso il serpente Obama, quello del “softpower” che ha distrutto Siria, Libia e parzialmente l’Iraq, ha immediatamente preso le parti dei protettori anatolici dello stato islamico e degli jihadisti in generale. 

I bombardamenti russi, unici veramente benefici assieme a quelli dell’aviazione siriana, colpiscono il traffico illegale di petrolio, le strutture jihadiste, i campi di addestramento e i covi-comando. Questo allarma la Turchia integralista e il sanguinario tiranno Erdogan, che da parte sua ha bombardato e falcidiato abbondantemente solo i curdi … Chissà perché! Inoltre, i potentati neocapitalisti occidentali che manovrano gli Usa, la Nato, l’Unione europide e proteggono gli jihadisti, non hanno mai rinunciato a trascinare la Russia in un conflitto di vaste proporzioni, con possibili sviluppi nucleari, che metterà l’Europa intera, pur semidistrutta, alla loro mercé. 

Finora le provocazioni della soldataglia mercenaria ucraina non hanno funzionato, grazie al sangue freddo di un politico e stratega di alto livello come Vladimir Putin, e dopo la vergognosa disfatta nella sacca di Debaltevo, d’inizio anno, profittando degli accordi di tregua Minsk 2, queste forze filoatlantiste ed euronaziste si sono riorganizzate. Hanno ricevuto armi e mezzi ed hanno arruolato ogni sorta di avventurieri e mercenari, formando una “legione straniera” ucraina e persino battaglioni di galeotti. Ora si stanno riavvicinando alla linea del fuoco con le artiglierie, nel Donbass, pronte a ripartire all’attacco. Questione di settimane o di giorni, prima che le ostilità riprendano, grazie ai guerrafondai annidati a Kiev, “ispirati” dagli Usa, dalla Nato e dalla UE? Nel frattempo, anche in Medio Oriente la coalizione del male cerca di tirare per i capelli la Russia in un conflitto di vaste proporzioni, forse dagli esiti nucleari, e questo è uno dei motivi principali della vile azione turca, oltre all’appoggio garantito agli jihadisti in Siria.

L’aria che si respira è quella di un conflitto di vaste proporzioni, che lambirà anche il vecchio continente, futuro campo di battaglia fra la coalizione del male, che si vale dei mercenari ucraini come di quelli jihadisti sunniti, e la Russia che resiste e combatte quasi da sola, anche per la nostra salvezza.

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