L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 novembre 2015

Industria Italiana Autobus, salvare e far ripartire l'industria italiana è un imperativo e la comunità italiana ne deve essere consapevole

Verso la trasferta romana

Invitalia tace, Del Rosso spera, Industria Italiana Autobus a Roma per la resa dei conti

Il finanziamento per la ristrutturazione dello stabilimento di Flumeri sarà la risposta a gran parte dei quesiti che riguardano il futuro della ex Irisbus e di BredamenariniBus. Lavoratori irpini e bolognesi si preparano per un viaggio importante

Andare a Roma deve avere un senso. E, in questo momento, il senso per Industria Italiana Autobus deve essere la notizia dell’approvazione da parte di Invitalia del finanziamento di 31 milioni di euro per la rinascita del sito produttivo di Flumeri. Andare fino al Ministero in Via Molise, sobbarcarsi un altro viaggio, l’ennesimo, per fare semplicemente il punto di una situazione, allo stato attuale stantia, non avrebbe alcun senso. Lo chiedono a gran voce i lavoratori e le lavoratrici degli stabilimenti ex Irisbus e BredamenariniBus che stanno organizzando la trasferta per il primo vertice unitario convocato per il 30 novembre alle ore 15.30 presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa ancora non scioglie le riserve. Ha acquisito tutti i documenti che la I.I.A. ha provveduto a fornire entro i limiti indicati ed ora sta effettuando l’ultima decisiva verifica per il via libera ad un finanziamento molto importante. Da giugno ad oggi l’iter è stato lunghissimo e ricco di ostacoli che, in un modo o nell’altro, sono stati tutti superati. La buona notizia era attesa in queste ore anche se l’amministratore delegato, Domenico Arcuri chiede ancora di aspettare con pazienza e non perdere la fiducia. L’impressione è che la risposta definitiva sarà comunicata ai diretti interessati proprio nel corso della riunione. Lo sperano i lavoratori, lo spera l’amministratore delegato Stefano Del Rosso.
Le opere di ristrutturazione che dovrebbero durare per diversi mesi e che devono, per forza di cose, essere programmate entro la fine dell’anno, darebbero la garanzia ai lavoratori di un nuovo anno di cassa integrazione, indispensabile visto che al momento, dei 300 dipendenti di Valle Ufita, solo poche unità, tra trasferisti e collaudatori, hanno avuto la possibilità di poter tornare al lavoro. Per gli altri sarà necessario che riparta lo stabilimento. Se così non fosse sarebbe un dramma sia per i metalmeccanici irpini che per quelli di Bologna.
Le buone notizie sono quasi obbligatorie anche perché in caso contrario il progetto Industria Italiana Autobus rischia seriamente di naufragare. Senza la ex Irisbus, infatti, non ci sono proprio i presupposti per andare avanti. C’è attesa anche per quello che dirà il Governo. Giampiero Castano, responsabile dell’Unità di Gestione delle Vertenze dovrà spiegare che fine hanno fatto gli investimenti e le gare d’appalto che dovevano servire all’azienda per spiccare il volo. Dovrà, però, innanzitutto motivare il perché il Mise è svanito nel nulla una volta messa la firma sulla nascita di I.I.A. Nodi da sciogliere ce ne sono in quantità

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