L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 novembre 2015

Industria Italiana Autobus, vogliamo la quantificazione dei soldi messi a disposizione, presto senza perdere ulteriore tempo

La vertenza

Ex Irisbus, l’ok di Invitalia c’è. I soldi pure, lunedì sapremo quanti

L’indiscrezione sarà ufficializzata nel corso della riunione convocata al Mise il prossimo lunedì 30 novembre. Il futuro di Industria Italiana Autobus è a un bivio. Il giorno della verità sta per arrivare


Dopo aver definito la domanda «tecnicamente corretta», Invitalia è pronta ad ammettere il finanziamento per la ristrutturazione dello stabilimento ex Irisbus. Quella che sarà sicuramente una notizia che farà tornare il sorriso in Valle Ufita, al momento, è ancora una indiscrezione. Sarà ufficializzata lunedì 30 novembre 2015, nel corso dell’incontro convocato dal Ministero dello Sviluppo Economico per parlare di Industria Italiana Autobus.

In quella sede, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, che al momento non intende far trapelare nulla, svelerà i dettagli di una operazione cominciata il 10 giugno scorso, che ha visto Invitalia e Industria Italiana Autobus impegnate per tutti i mesi estivi. In due occasioni, infatti, l’azienda che fa capo all’amministratore delegato Stefano Del Rosso è stata chiamata ad integrare la richiesta di finanziamento con documenti dettagliati. Pratiche puntualmente espletate dall’azienda anche nei giorni precedenti al Ferragosto.

Sul tavolo della discussione ci sarà, dunque, lo stabilimento di Flumeri e si parlerà naturalmente di soldi. Di tanti soldi. Trentuno milioni quelli chiesti dalla I.I.A. per per rimettere a nuovo un sito produttivo fermo da oltre quattro anni. Al termine dell’opera, Flumeri avrà uno degli stabilimenti più all’avanguardia d’Europa, non solo, sarà anche il braccio operativo di Industria Italiana Autobus. E’ da lì infatti che sarà realizzata la mole più importante di mezzi che dovranno competere con il mercato nazionale ed europeo.

L’indiscrezione, con la speranza che venga confermata in tutta la sua importanza, è propedeutica al futuro di tutta l’azienda. Senza finanziamento, infatti, l’ex Irisbus tornerebbe ad un passo dal decesso e i trecento operai non avrebbero più la garanzia di poter godere di ammortizzatori sociali in attesa che la fabbrica torni produttiva. Senza il finanziamento il progetto I.I.A. è destinato a fallire o, quanto meno, essere completamente ridimensionato. Tutto a discapito degli operai irpini ma anche di quelli della BredamenariniBus che, per la prima volta, da quando le due aziende si sono unite, sederanno allo stesso tavolo.

Di silenzi ce ne sono stati anche troppi, il giorno della verità sta per arrivare. Ex Irisbus e BredamenariniBus vogliono solo risposte. Troppo tempo è passato dalla firma dell’accordo, altrettanto se n’è perso nell’indifferenza di un Governo che, da adesso in poi, non può più prendersi il lusso di rinviare.

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