L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 2 novembre 2015

la Turchia, gli islamisti al potere

Turchia, padre Ambrosio: una fragile stabilità


"Erdogan ha vinto perché ormai il Paese era caduto in una fase di instabilità soprattutto dal punto di vista della sicurezza delle persone e della società civile. I turchi hanno una gran paura, tutta reale, di cadere nel pericolo del caos totale che sperano che l'Akp porti ad una pace interna".Il domenicano Alberto Ambrosio, per undici anni in Turchia ed esperto di islam turco, commenta il voto che ha assicurato la maggioranza assoluta per il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo.

Sarà effettivamente garantita questa pace interna? Ambrosio è perplesso: "Rispetto a più di dieci anni fa, quando il partito ha preso il potere, la situazione geopolitica è notevolmente cambiata. Prima c’era qualche problema con la Siria ma l’IS non preoccupava. Quindi sì, è un voto da cui si prevede più stabilità ma meno apertura democratica. Non va trascurato il fatto che questo governo e quelli precedenti guidati dallo stesso partito avevano intrapreso opere grandiose come per esempio il terzo ponte di Istanbul, un'opera gigantesca. La Turchia si è avvalsa di alleanze economiche con i paesi vicini che si riconfermeranno, ma su una tela di fondo molto fragile ed incrinata perché alcune di queste alleanze sono andate degenerando negli ultimissimi anni. Ed è da questo aspetto che la Turchia dovrà smarcarsi, da quelle reali o apparenti ambiguità che ne hanno fatto il paese che conosciamo".
Come si risolveranno le tensioni nell’area curda? "E’ un’area che si presta a infiltrazioni di tutti i tipi", sottolinea il religioso. "Sarà un vero e proprio fronte per la Turchia contemporanea. I disordini non è assolutamente detto che vengano fermati con queste elezioni". 
Ma quale islam ha vinto in Turchia"Ufficialmente si può dire che è un islam tradizionale e conservatore ma c’è stato un sostegno anche della frangia più estrema dell’islam turco. Sicuramente c’è stato il sostegno di alcune confraternite che hanno fatto una propaganda capillare e di rifiuto di ogni tipo di critica. Parlerei dunque di un islam radicato più che radicale, che si vuole riconoscere in questo paese e che si vuole espandere".
E’ preoccupato per la garanzia del dialogo interreligioso e del rispetto delle minoranze? "Il dialogo avviene quando ci sono parti in gioco che hanno un equilibrio anche in termini quantitativi", conclude Ambrosio. "In questo caso, la parte cristiana ed ebraica del paese sono in netta minoranza. Quindi, più che un dialogo che c’è e che ci sarà non fosse altro perché è estremamente conveniente, non sarà visibile nei fatti, per una questione di numeri".

(Antonella Palermo)

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