L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 29 novembre 2015

Mali, i Tuareg non sono terroristi ma combattono contro gli invasori in difesa delle loro terre

MALI. Attacco al campo Onu di Kindal, tre caschi blu morti


nov 28th, 2015 

Notizie Geopolitiche –
caschi bluUn commando armato ha attaccato con colpi di mortaio la base dei caschi blu di Kindal, nel nord del Mali, uccidendo due militari ghanesi e un civile, e ferendone una ventina.
Come ha spiegato Olivier Salgado, portavoce delle forze Onu in Mali, l’azione si è svolta “alle 4 del mattino. Quattro o cinque razzi hanno colpito la base”. Il segretario generale di Minusma (missione dell’Onu in Mali), Mongi Hamdi, ha dichiarato che “Questi attacchi codardi non fermeranno la determinazione delle Nazioni Unite a sostenere il popolo del Mali e il processo di pace”. Sulla sua pagina Facebook ha poi aggiunto che “l’Onu sta rafforzando le sue misure di sicurezza” nel paese.
Nonostante l’intervento della Francia e della missione Onu Minusma, il nord del Mali continua essere soggetto a tensioni separatiste, promosse da gruppi tuareg e dal Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla).
Approfittando di un tentativo di golpe militare a Bamako e a seguito dell’alleanza con i jihadisti di al-Qaeda Aqmi e di Ansar Dine, i miliziani del Mnla avevano proclamato nell’aprile 2012 la Repubblica islamica dell’Azawad, prontamente riconosciuta dal Qatar e dall’Iran, ma durata solo un giorno a causa del fatto che i jihadisti avevano poi sottomesso i tuareg e i miliziani del Mnla fino a distruggere in nome della Sharia le opere monumentale di antiche città come Timbuctu.
Il fatto di oggi è avvenuto a pochi giorno dall’attacco all’hotel Radisson di Bamako, nel quale sono rimaste uccise 19 persone e per il quale sono stati effettuati gli arresti di Seidou Diepkile e Adama Maiga, due individui legati ad al-Mourabitoun, gruppo jihadista parte di al-Qaeda ma forse confluito nell’Isis.

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