L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 29 novembre 2015

Nicola Gratteri, molti politici sono più mafiosi dei 'ndranghetisti, ingenui pensano di utilizzarli ma sono utilizzati

Gratteri ai sindaci: "Con i mafiosi tolleranza zero. Ma voi fatevi un esame di coscienza "

Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria lancia un appello ai primi cittadini dei comuni, troppo spesso "distratti e disattenti" di fronte alle infiltrazioni mafiose
28 novembre 2015

Nicola Gratteri

Cari sindaci, non volete mafiosi nei Vostri comuni? E allora cominciate a farvi a "un esame di coscienza per capire quando siete stati distratti e disattenti.
Il mafioso cerca consenso, vota e fa votare e quando in un territorio è presente una colonia di calabresi ben strutturata e con un bel bacino di voti, questi voti fanno gola a tutti". Il monito arriva dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, oggi ospite dell'assemblea dei sindaci di Reggio Emilia, a cui ha dato ben più di una raccomandazione.

"Bisogna avere - ha aggiunto il magistrato - la forza di capire che quei voti non vi servono, non dovete cedere alla paura delle ultime 24 ore, quando temete di non essere eletti: fare patti col diavolo sarebbe l'inizio della vostra fine, perchè un mafioso non ce lo si toglie mai di dosso".
Una volta eletti senza voto di scambio, "dovete dire subito no a ogni richiesta sospetta, mai dire 'vediamo, ne parlo col tecnico...', perchè un mafioso di fronte a questo tentennare capisce di avere dinnanzi a sé un interlocutore col quale si può iniziare a discutere. E allora incomincerete a sentirvi avviluppati dai suoi modi gentili che poi si trasformeranno in intimidazione".

 Dal punto di vista operativo, Gratteri ha invitato gli amministratori pubblici reggiani a "creare black e white list, sentendo forze dell'ordine e prefettura, delle imprese divise per tipologie di interventi da chiamare in caso di lavori". Quindi ha ricordato che "la somma urgenza la fanno sempre loro: bloccano e vessano imprenditori puliti e loro, mentre frana la montagna, sono già lì pronti con le ruspe per fare dieci viaggi e pretendere che scriviate che ne hanno fatti 100. La vostra vita di amministratore deve aver come regola la tolleranza zero: dovete essere intransigenti e non mediare mai".

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