L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 novembre 2015

Portogallo, gli euroimbecilli e gli statunitensi hanno imbrigliato il voto popolare, il governo non può esplicare il suo mandato, il programma non potrà essere implementato

Speciale Portogallo: Fine della Democrazia, Incarico “Condizionato” dato ai Social-Comunisti

Di La Redazione -
November 25, 2015


Di FunnyKingSpeciale Portogallo

Abbiamo deciso di occuparci del Portogallo, paese che sta vivendo una crisi politica. Il Centro-Destra di Pedro Passos Coelho non ha la maggioranza in Parlamento e si delinea all’orizzonte una coalizione di estrema sinistra i cui componenti sono TUTTI per la fine dell’austerity e delle politiche imposte da Bruxelles in cambio di aiuti (va ricordato che il Portogallo è oggetto di un piano di salvataggio) e alcuni di essi sono esplicitamente per il ritorno all’Escudo e la fine dell’Euro in Portogallo.

Il Portogallo scrive un nuovo capitolo sulla fine della sovranità popolare in Europa.

Alla fine il Presidente della Repubblica del Portogallo ha deciso di dare un mandato al leader del partito che ha perso le elezioni, ma che con l’appoggio “esterno” delle opposizioni comuniste è o sarebbe (vedremo) in grado di formare un governo e ottenere la fiducia sul programma entro dieci giorni (come prescrive la costituzione Portoghese)

MA l’incarico dato a Antonio Costa, il leader socialista è condizionato.

Con un atto inaudito, il Presidente della Repubblica Portoghese (il Napolitano del Portogallo), Anibal Cavaco Silva, ha preteso che il premier incaricato firmasse una lettera di impegno:
da La Stampa
Il Portogallo avrà un governo socialista. Il presidente Aníbal Cavaco Silva ha dato l’incarico di formare un esecutivo ad António Costa, leader del Ps, dopo che i conservatori di Passos Coelho, pur avendo vinto le ultime elezioni, non erano riusciti a trovare una maggioranza in parlamento.
Il governo di Costa sarà formato soltanto da membri socialisti, più qualche indipendente, ma sarà sostenuto dal Partito Comunista e dal Bloco, formazione simile a Syriza. Un fatto storico, per la prima volta nella storia democratica lusitana, infatti, i comunisti portoghesi, di osservanza ortodossa, non siederanno all’opposizione (l’unica eccezione furono i governi provvisori dopo la rivoluzione dei Garofani del 1974).
Prima di assegnare l’incarico, il presidente della repubblica (di centrodestra) ha fatto firmare a Costa una lettera nella quale si dichiara di dover rispettare gli impegni internazionali con l’Europa e con la Nato


Giova ricordare che le estreme sinistre portoghesi oltre ad essere radicalmente contrarie ad ogni misura di austerity sono in parte (parte essenziale per la sopravvivenza del governo) favorevoli al ritorno del Portogallo alla sovranità monetaria, ovvero al “vecchio” Escudo.

Giova altresì ricordare che il Portogallo è ancora sotto un programma di aiuti europeo.

Comunque vada non invidio i Portoghesi, dalla padella nella brace.

Ad ogni modo siamo solo all’inizio, è probabile che questo governo social-comunista nasca, più difficile che duri. Molto facile che alla fine si ri-formi la “solita” grande coalizione. Ma ci vorrà tempo per vedere svolgere tutto il film.

http://effemeride.it/speciale-portogallo-fine-della-democrazia-incarico-condizionato-dato-ai-social-comunisti/

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