L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 22 novembre 2015

Siria&Parigi, i mandanti dei 224 morti sono chi ha foraggiato per anni l'Isis/al Qaeda e i suoi prodomi

Bomba sull’aereo precipitato: e la Russia denuncia i foraggiatori dell’IS

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L’aereo russo A-321, precipitato nella penisola egiziana del Sinai il 31 ottobre, è sempre più certo che sia stato vittima di un attentato terroristico. Sul magazine in lingua inglese “Dabiq” edito dallo Stato Islamico, è stata mostrata la foto di un ordigno simile a quello adoperato sull’aereo. L’immagine è stata attentamente esaminata dagli investigatori della Federazione russa, portando il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov a rilasciare questa dichiarazione: “Si, abbiamo visto la foto. I servizi di sicurezza faranno del loro meglio per scovare i responsabili di quest’atto terroristico. Il Presidente ha ordinato, a tutti i dipartimenti russi per la sicurezza e di polizia, di scoprire le menti e gli esecutori di quest’attacco terroristico senza alcun limite di tempo”.
Dichiarazioni durissime provengono allo stesso tempo dal Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, il quale richiamandosi all’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite ha parlato della legittimità per la Russia di esercitare il diritto di autodifesa individuale e collettiva. Sempre a riguardo, Lavrov ha detto quanto segue: “L’atto terroristico sul Sinai è stato un attacco ai cittadini russi, che è equivalente a un attacco allo stato. Il diritto all’autodifesa sarà esercitato in tutti i modi possibili ossia politicamente, militarmente, tramite i servizi di sicurezza e di spionaggio”.
Una presa di posizione decisa e dura a ragion veduta quella che ha intrapreso ufficialmente il Cremlino commentando i primi risultati delle indagini in corso, tenendo conto anche delle forti contestazioni che lo stesso Presidente russo Vladimir Putin ha manifestato nei confronti di diversi stati islamici, difesi dagli Stati Uniti, che hanno finanziato e spalleggiato l’ISIS. Durante il vertice del G20 svoltosi ad Antalya, sulla costa meridionale della Turchia, Putin ha puntato il dito contro le forze che hanno sostenuto lo Stato Islamico dicendo: “Ho presentato esempi, relativi ai nostri dati, sul finanziamento da parte di persone fisiche a beneficio dell’IS. Come da noi stabilito, i fondi provengono da 40 Paesi e in particolare da alcuni membri del G20”.
Affermazioni davvero raggelanti, che mostrano con tutta evidenza fatti e notizie trapelate anche sulla stampa sebbene in minima misura nel chiasso della farsa dell’Occidente puro e illibato. È sempre più chiaro che la nascita e persino lo sviluppo dello Stato islamico sono legati indissolubilmente all’attività di sostegno e addirittura di preparazione e vettovagliamento degli estremisti islamici svolto con poca cautela da stati con cui l’Occidente non solo ha rapporti quotidiani ma persino relazioni profonde. Lo spaventoso mostro dello Stato islamico è una creatura, evocata come un demone da parte di manovratori senza scrupoli, e poi sfuggita al controllo. Forse piuttosto che cercare il nemico a migliaia di chilometri di distanza, è indispensabile fare chiarezza qui nell’Occidente e scoprire come e soprattutto perché è stato possibile permettere che l’IS crescesse indisturbato, con il sussidio fornito dai “nostri” partner e alleati.

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