L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 28 novembre 2015

Siria&Parigi, i mass media fomentano la guerra con le mille e mille stupidagini che scaraventano in pubblico

La pace si costruisce con la pace

Inserita da il nov 27th, 2015
pace no muos“In Italia, decine di commentatori su giornali e tv esasperano, 24 ore su 24, l’allarme attentati offrendo il fianco alle dichiarazioni xenofobe. Crediamo che anche questa sia guerra. Noi ricordiamo che dopo 14 anni di “guerra al terrorismo” in Afghanistan, i talebani controllano più territori di prima mentre i civili afghani uccisi sono migliaia, centinaia di migliaia in Irak, altro paese sotto le bombe “umanitarie” occidentali; le bande sanguinarie dell’ISIS potrebbero essere sostenute dalle petromonarchie mediorientali per contiuare a destabilizzare territori da sottomettere alle richieste sempre più distruttive delle multinazionali; il popolo curdo è finora l’unico baluardo vero all’avanzata dell’ISIS: eppure, i curdi sono sotto l’attacco dei Turchi (e la Turchia è un paese della NATO); mentre Hollande, come fa da sempre e come ha fatto chi lo ha preceduto, bombarda le città “per vendetta”, si scaldano, con proclami basati sulla paura di noi civili, i motori degli aerei militari di altri paesi occidentali sempre per “esportare democrazia”, perché evidentemente nulla ci hanno insegnato i disastri umanitari e politici causati dalle guerre in Irak, Libia, Somalia, ex Jugoslavia…
Come attivisti No MUOS No War, chiediamo che tutti riflettano sulla guerra che avanza in occidente e sulle guerre nel mondo senza farsi condizionare dai dispacci militari sotto forma di notizie propinate da giornali e tv; che si aiuti per davvero la resistenza curda, anche liberando Ocalan e riabilitando il partito curdo dei lavoratori, PKK; che cessi immediatamente l’invio delle armi ai paesi come l’Arabia Saudita, interessata a sostenere i terroristi; che si avvii una politica di pace e non di destabilizzazione continua per gli interessi delle economie occidentali; che la NATO non sia al servizio degli interessi USA e che l’Italia esca dalla NATO, aprendo il processo di demilitarizzazione dei territori europei; che il MUOS di Niscemi, strumento di guerra come abbiamo sempre affermato, venga definitivamente smantellato.
Un’altra pace è possibile e ognuno di noi lavori per la pace”.

A cura del Comitato No MUOS No WAR Piazza Armerina

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