L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 22 novembre 2015

Siria&Parigi, noi italiani non meritiamo di avere questo Presidente del consiglio

Un messaggio su WhatsApp non può essere un problema di Stato

Perfino Renzi si è occupato di un messaggio che mette in guardia dagli attentati. Ma così si sfiora il ridicolo e si ottiene l'effetto opposto.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 20-11-2015]


Tutti sappiamo quanto il nostro premier Renzi sia un convinto sostenitore del whishful thinking: tu pensa positivo e tutto andrà bene. Siamo un grande Paese, nessuno ci può sconfiggere, nessuno ci può fermare, nessuno ci può spaventare, la crisi è finita, la sinistra è finita, Berlusconi è finito, stiamo crescendo e riducendo la disoccupazione.".

E' chiaro che un ottimismo così forte e radicato non tolleri assolutamente i timori, se non il terrore che gli attentati a Parigi e nel resto del mondo, stanno seminando a piene mani nelle società occidentali e in Italia, con conseguenze sulla sicurezza di ognuno.

C'è anche in Italia un fortissimo impegno, anche secondo lo stesso premier, a garantire la sicurezza con maggiori controlli di polizia, utilizzo di militari a presidio di piazze, monumenti, postazioni strategiche e ambasciate ma anche palazzetti dello sport, sedi di concerti, e via dicendo.

In questo clima, su WhatsApp gira un messaggio audio in cui una mamma, come tutte le mamme, anonima, mette in guardia la figlioletta dal rischio di attentati sulla cui minaccia nemmeno le autorità, secondo la mamma, direbbero tutto veramente sul loro reale pericolo.

Su Whatsapp, prima ancora degli attentati, gira di tutto e di più; ma nel caso specifico, se non fosse per Renzi che lo ha riportato in Tv, nessun italiano avrebbe dato più di tanto importanza alla cosa. Ora invece anche la Polizia Postale dopo la dichiarazione televisiva del premier mette in guardia chi diffonde il messaggio dal farlo, pena essere denunciato per procurato allarme. In realtà il fatto stesso che il premier se ne sia occupato rischia di avvalorare, legittimare e diffondere ancora di più la bufala.

Si tratta di un messaggio magari stupido e diffuso stupidamente: bisogna invece chiedere alla gente di essere sempre responsabili. Però pensare che si possa essere perseguiti penalmente per aver diffuso semplicemente un po' di sfiducia (come se ce ne fosse ancora bisogno) nelle autorità del Paese e sulle loro capacità di mantenere l'ordine, la dice lunga sul rispetto della libertà della gente.

La risposta di Renzi è decisamente allarmistica, in controtendenza a quanto ha dichiarato egli stesso riguardo al fatto che non ci sia bisogno di nuove leggi speciali, né di riformare la Costituzione (in realtà lo si è già fatto e lo si sta facendo, dando più poteri al premier).

Il messaggio su Whatsapp di cui parla Renzi è talmente generico e qualunquista che non configura niente di penalmente rilevante. È grave invece che il presidente del Consiglio gli abbia attribuito tanta, troppa importanza. Pensi piuttosto lui a rassicurare gli italiani con fatti concreti e tutti gli saremo grati, lasciando perdere le mamme e la maglietta di lana.
 

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