L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 23 novembre 2015

Siria&Parigi, perché non accettare Imam preparati dall'università del Cairo per quanto riguarda i sunniti?

22/11/2015 19:17

La “scomunica” dell’imam 

La guida spirituale della Sunna egiziana condanna i fatti di Parigi

La “scomunica” dell’imam

La massima autorità religiosa dell'Islam sunnita, al-Azhar, ha detto che è un errore accusare l'Islam per i reati commessi in Francia, affermando che il terrorismo è una malattia che usa la religione come facciata. Il capo di al-Azhar, Sheikh Ahmed al-Tayeb, ha quindi espresso la sua condanna per gli attentati sferrati dall'Is venerdì 13 a Parigi, costati la vita a 130 persone, ma anche per l'assalto condotto ieri da uomini armati legati ad al Qaeda contro l'hotel Radisson di Bamako, in Mali.
 "E' chiaramente un'ingiustizia, un pregiudizio legare all'Islam i crimini commessi con bombe e la distruzione che sta avvenendo ora solo perché chi compie questi reati urla 'Allahu Akbar' mentre compiono le loro atrocità", ha detto Tayeb. Il religioso ha poi detto che il terrorismo è una filosofia di vita e chi vi aderisce vuole morire, ma questo non è il frutto della fede. E' piuttosto una "malattia intellettuale e psicologica" che usa la religione di facciata". Sono "terroristi" anche coloro che bruciano il Corano e le moschee in Occidente, ha detto Tayeb, spiegando che le loro azioni servono solo ad alimentare la militanza islamista.

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