L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 dicembre 2015

2015 crisi economica, gli Stati Uniti hanno mangiato il topo, renminbi, e aumenteranno i tassi, usciranno dalla crisi mentre il resto del mondo piangerà

Federal Reserve, Janet Yellen conferma l’aumento del tasso d’interesse negli USA

Federal Reserve, Janet Yellen conferma l'aumento del tasso d'interesse negli USA

Il presidente della FED Janet Yellen ha confermato l’imminente aumento del tasso d’interesse negli Stati Uniti. Ecco come la Federal Reserve intende condurre la sua politica monetaria a partire da dicembre

Janet Yellen conferma quanto già anticipato, l’aumento del tasso d’interesse negli Stati Uniti ci sarà presto e con tutta probabilità già entro la fine del mese di dicembre. Secondo il presidente della Federal Reserve, rimandare ancora a lungo questa decisione comporterebbe rischi inaccettabili.
Nel suo intervento all’Economic Club di Washington, Janet Yellen ha dissolto ogni dubbio circa la decisione della FED e già entro la fine del 2015 il tasso d’interesse negli USA potrebbe salire in linea con quanto è stato anticipato e ribadito più volte negli ultimi mesi. Cosa prevede il programma?

I rischi da evitare

Il presidente della FED ha sottolineato la necessità di «normalizzare» la politica monetaria statunitense prima possibile, seppure in maniera graduale. Posticipare troppo a lungo le decisioni sul tasso d’interesse costringerebbe poi a dover effettuare strette brusche, che avrebbero impatti negativi sui mercati.
“Una tale stretta repentina rischierebbe di squilibrare i mercati finanziari e forse spingerebbe inavvertitamente l’economia in recessione. Inoltre, mantenere i tassi al loro livello attuale troppo a lungo potrebbe anche incoraggiare l’assunzione di rischi eccessivi e dunque compromettere la stabilità finanziaria”
Con queste parole la Yellen mette in guardia contro i rischi di una politica monetaria troppo accomodante, ma al contempo sottolinea la necessità di cautela nel portare avanti il programma di normalizzazione.

Come procederà la Federal Reserve?

Le parole del presidente della FED confermano quanto era stato già descritto e fanno pensare ad un rialzo del tasso d’interesse già prima della fine dell’anno. Attualmente il tasso è fermo al minimo storico dello 0,25% dal 2008, ma ora il contesto economico è molto diverso rispetto a 7 anni fa: se nel biennio 2007-2008 negli USA esplodeva la Grande Depressione, ora l’economia statunitense ha “sostanzialmente recuperato”.
Sono probabilmente da escludere aumenti troppo bruschi del tasso d’interesse, mentre sarà più probabile assistere ad un avvio graduale del rialzo con successivi sviluppi nel corso del 2016.

Le possibili ripercussioni nel forex

L’avvio di una politica monetaria restrittiva da parte della Federal Reserve è stata già preannunciata da diversi mesi e i mercati finanziari hanno probabilmente scontato in parte la notizia. La gradualità con la quale la FED procederà potrà certamente ridurre l’impatto della stretta sul mercato delle valute, ma nonostante questo il cambiamento di politica monetaria negli Stati Uniti potrà dare ulteriore impulso al dollaro USA e nel 2016 sarà quindi possibile continuare ad assistere ad un ulteriore apprezzamento del biglietto verde, specialmente contro le valute di quei Paesi che decideranno di mantenere ed eventualmente rafforzare politiche espansive, in primis Giappone ed Eurozona.

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