L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 24 dicembre 2015

Acciaio, gli Stati Uniti vogliono la loro "concorrenza"

Usa impongono dazi del 256% su acciaio Cina. Tariffe anche su Italia

23 dicembre 2015, di Laura Naka Antonelli
ROMA (WSI) – Si intensifica la guerra commerciale sul mercato dell’acciaio. Gli Stati Uniti sarebbero pronti a imporre dazi di ben il 256% sulle importazioni dalla Cina di acciaio resistente alle corrosioni. Tariffe doganali anti-dumping saranno imposte alle importazioni dello stesso materiale da Italia, Corea del Sud e India: in questi casi i dazi saranno rispettivamente del 3,1%, 3,25%, e 6,6-6,9%.
Esente dall’imposizione del dazio saranno Taiwan e l’italiana Marcegaglia.
Di qui la reazione inizialmentenegativa a Wall Street dei titoli dei colossi Usa dell’acciaio US Steel Corp e AK Steel Holding. Bank of America Merrill Lynch ha commentato la reazione affermando che l’imposizione dei dazi è stata “molto deludente”. In particolare l’analista della banca Timna Tanners ha affermato che la stessa tariffa del 256% imposta sulla Cina era stata già scontata.
Inoltre, le tariffe imposte sull’acciaio di India, Italia e Corea, e quelle mancate su Taiwan, indicano che questi paesi potranno continuare a esportare “senza soffrire granché”.
La decisione è stata presa dopo le cause avviate dai produttori di acciaio Usa, che includono anche Nucor e Steel Dynamics: secondo l’accusa, presentata a giugno, alcuni prodotti in acciaio provenienti da Cina, India, Italia, Corea del Sud e Taiwan sono stati venduti sottocosto negli Stati Uniti, danneggiando il mercato interno.
Il governo americano, stando a quanto riporta Bloomberg, ha rilevato a novembre che tutti i paesi accusati, a eccezione di Taiwan, hanno erogato sussidi a favore della propria produzione domestica fino a +236% del prezzo.

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