L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 dicembre 2015

Arexpo-Expo è iniziato con il torbido e continua con esso, è ciò che possiamo aspettarci dal brillante Sala

Expo: Passera, dati poco trasparenti e volutamente incompleti

ADNKRONOS
ADNKRONOS
LUNEDÌ 21 DICEMBRE 2015
Milano, 21 dic. (AdnKronos) - "Gli scarsissimi dati presentati oggi al cda di Expo 2015 non chiariscono assolutamente i numeri di Expo e pongono interrogativi su cosa è stato taciuto". E' quanto afferma in una nota Corrado Passera, candidato sindaco a Milano con una piattaforma civica, commentando i dati del bilancio preliminare di Expo 2015. "La mancanza di trasparenza che ha caratterizzato l'inizio della manifestazione - dice - continua anche ora, a quasi due mesi di distanza dalla chiusura. Tutta la città attende di sapere, con interesse e curiosità, i reali risultati del grandissimo investimento fatto da tutta l'Italia, dalle sue istituzioni locali e nazionali, da tutti i milanesi e da coloro che hanno lavorato in Expo".
Secondo Passera, i dati forniti oggi sono "volutamente incompleti". "Si parla genericamente - spiega -di ricavi (ma quanto è stato complessivamente incassato da Expo a oggi? sottolineo incassato, non venduto o previsto, perché potrebbero esserci differenze sostanziali tra i due valori), di costi (ma sono per esempio state incluse le bonifiche sottostimate ai costi diretti e indiretti di smantellamento?) e non comprendono né oneri finanziari né ammortamenti, né poste straordinarie: come si può parlare di patrimonio netto se hanno solo dati di margine operativo?".
Passera parla anche di Giuseppe Sala, l'ad della società, ritenendo che "la riluttanza del commissario unico a fornire precisi dati di consuntivo sugli incassi effettivi della manifestazione, la decisione di mantenere il suo ruolo in Expo in piena campagna elettorale e l'accumulo di cariche, anche nel settore privato, insieme ai ritardi, gli arresti, le opere incompiute che hanno caratterizzato gli anni precedenti l'apertura e la totale mancanza di un progetto per il dopo Expo pongono molti dubbi sul suo operato".

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