L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 1 dicembre 2015

Corte Costituzionale, Augusto Barbera è troppo di parte per far parte della Consulta

Consulta, ancora fumata nera per l'elezione dei giudici

La terna favorita per la Consulta: Augusto Barbera, Francesco Paolo Sisto e Giovanni Pitruzzella 

Il voto segreto svela la fragilità delle intese: Barbera si ferma a 25 voti dal quorum. È il ventottesimo tentativo andato a vuoto

ROMA - Dopo quasi un anno e mezzo di fallimenti, il Parlamento riunito in seduta comune non è riuscito nemmeno oggi a eleggere tre giudici della Corte Costituzionale. Si tratta del ventottesimo tentativo andato a vuoto. L'accordo maggioranza-centristi-Fi sulla terna composta da Augusto Barbera (Pd), Giovanni Pitruzzella (centristi) e Francesco Paolo Sisto (Forza Italia) si è sfilacciato e alla prova dell'urna nessuno dei tre candidati ha raggiunto il quorum necessario di 571 voti. Barbera, il candidato più votato, ha totalizzato 545 voti, fermandosi a 25 voti dal traguardo. Sisto ha ottenuto 527 voti, Pitruzzella 470. Decisiva oggi la posizione della Lega, che ha optato per la scheda bianca. I votanti sono stati stati 871 (su 951 aventi diritto), sei in meno dell'ultima volta (il 25 novembre).

Prima dell'inizio delle votazioni, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha invitato i suoi a votare compatti la terna: "Oggi h.13 (Prima chiama senatori) votazione decisiva tre giudici corte costituzionale. Votare: Sisto-Barbera-Pitruzzella. Presenza obbligatoria. Berlusconi", si legge nell'sms inviato a tutti i parlamentari azzurri. Per Renato Brunetta, presidente dei deputati di Fi, se la terna è confermata ci sono "tutte le condizioni per arrivare a una fumata bianca". Analogo sms è stato mandato anche dal Pd ai suoi parlamentari.

La Lega sembrava sul punto di appoggiare la terna, mentre gli M5s avvaloravano la tesi del presunto "inciucio", descritto da Danilo Toninelli su Facebook:

#Consulta Dicono che oggi la #Lega voti il candidato del Pd in cambio di un posto alla Corte dei Conti. La conferma è...Posted by Danilo Toninelli on Martedì 1 dicembre 2015

In seguito però il Carroccio ha votato scheda bianca: "Non c'è nessun accordo, ognuno vota liberamente", ha detto il capogruppo della Lega alla Camera Massimiliano Fedriga. Anche Sinistra italiana, per bocca di Alfredo D'Attorre, ha definito "irresponsabile" l'insistenza dei dem sulla terna.

Dopo l'ennesimo fallimento a questo punto è quasi certo che la trattativa tra i partiti si allargherà anche al Movimento cinque stelle. Oggi i parlamentari di Beppe Grillo (che sul blog ha definito "scandaloso il silenzio di Matteo Renzi sui nomi dei tre candidati" e "sull'assalto dei partiti alla Consulta") hanno continuato a votare solo per il costituzionalista Franco Modugno. Ma dalla ventinovesima votazione oltre a quello di Modugno i Cinque Stelle potrebbero prendere in esame anche un altro nome, che non sia quello di Pitruzzella o Sisto

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