L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 1 dicembre 2015

Derivati, per le poche notizie che ci vengono centellinate


DERIVATI DEL TESORO ITALIANO SCADONO DA QUI AL 2019 E SONO 163 MILIARDI DI EURO!


30 novembre - Nel 2014 il totale degli strumenti derivati ammonta a 163,040 miliardi, a partire dal 2023 il portafoglio risulta quasi dimezzato. È quanto rende noto il rapporto sul debito pubblico 2014 messo a punto dal ministero dell'Economia. Si tratta, ha spiegato il direttore del Debito del Tesoro, Maria Cannata, del primo rapporto sul debito pubblico che quest'anno viene pubblicato a novembre, dal prossimo anno invece sarà pubblicato in primavera. Gran parte delle scadenze, si legge nel rapporto, ''si concentrano nei primi anni fino al 2019. A partire dal 2023 il portafoglio derivati risulta dimezzato''. Questo significa che la maggior parte dei derivati in questione grava sul tesoro italiano nel triennio 2016-19, ed è una somma enorme.

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