L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 dicembre 2015

Energia Sporca, il corrotto imbecille al governo viene pagato dalle compagnie per prendere più soldi da chi consuma di meno e da chi usa le rinnovabili


Riforma tariffe penalizza rinnovabili, associazioni lanciano petizione


La riforma delle tariffe elettriche approvata il 2 dicembre scorso non piace agli ambientalisti e alle associazioni dei consumatori. Italia Solare, Progressi, Legambiente, Kyoto Club, Codici e Adusbef hanno lanciato una petizione per chiedere all’AEEGSI e al Ministero dello Sviluppo Economico di bloccare l’entrata in vigore delle nuove tariffe prevista per il 2016. Secondo le associazioni l’eliminazione della tariffa progressiva penalizza gli utenti meno energivori e i produttori di energia rinnovabile.
La maggior parte delle famiglie italiane con consumi medi e bassi pagherà una bolletta energetica fino al 30% più alta. Secondo le prime stime effettuate dalle associazioni dei consumatori i rincari per le famiglie frutteranno alle compagnie energetiche 1,5 miliardi di euro all’anno in più.
Le più penalizzate dalla tariffa fissa saranno le famiglie povere. A essere colpiti saranno anche i consumatori che hanno installato un impianto fotovoltaico per risparmiare grazie all’energia autoprodotta.
Vittorio Longhi direttore di Progressi fa notare che la riforma delle tariffe elettriche è incompatibile con gli impegni assunti dall’Italia alla COP21 di Parigi. La penalizzazione delle energie rinnovabili e gli incentivi a un maggiore consumo di energia non contribuiranno a ridurre le emissioni di gas serra. Come fanno notare le associazioni in una nota:
La decisione dell’Autorità di fatto penalizza l’efficienza energetica favorendo l’utilizzo delle fonti fossili e portando benefici economici solamente ai distributori e ai grossisti di energia elettrica.
Gli ambientalisti e le associazioni dei consumatori accusano il Ministero dello Sviluppo Economico e l’AEEGSI di aver rifiutato ogni tentativo di confronto nella fase di studio della riforma. Le associazioni hanno sollecitato l’intervento del Garante della Concorrenza e della Commissione Europea presentando due esposti.
Nell’appello al MiSE e all’AEEGSI si invocano tariffe elettriche che premino i consumatori più virtuosi attenti al risparmio energetico. Le associazioni chiedono inoltre di riesaminare la riforma per rendere nuovamente conveniente l’utilizzo delle fonti rinnovabili e in particolar modo dell’energia fotovoltaica come previsto dalle direttive comunitarie. La petizione contro la riforma delle tariffe elettriche può essere firmata all’indirizzo www.progressi.org/labollettagiusta.

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