L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 16 dicembre 2015

Francesco Palenzona, Unicredit la sua banca è imputata nella persona di Ghizzoni in bancarotta fraudolenta ed estorsione aggravata

VIDEO - ‘Sulla mia pelle. Il caso Divania-Unicredit’, il crac del colosso barese diventa un libro
Scritto a quattro mani dal giornalista Giovanni Longo e dal proprietario Francesco Saverio Parisi
Sulla mia pelle. Il caso Divania-Unicredit’. È questo il titolo  del libro scritto a quattro mani, dal giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, Giovanni Longo, e da Francesco Saverio Parisi, proprietario del colosso internazionale barese del mobile imbottito, con sedi anche a Modugno e Bitonto che, prima del crac, ha dato lavoro a 400 persone. La storia parla di un’azienda del Sud, sana e in crescita, che viene dichiarata fallita nel 2011. La causa della rovina di Divania, per gli inquirenti è da ricercare tra gli algoritmi della finanza e nei prodotti derivati, che avrebbero dovuto mettere al riparo la società, e che invece ne hanno determinato il tracollo, con un fatturato crollato da 70 milioni di euro a zero. Un default clamoroso, raccontato nel libro, presentato a Bari, per il quale sono imputati per bancarotta fraudolenta ed estorsione aggravata gli amministratori delegati di Unicredit, Alessandro Profumo e Federico Ghizzoni, oltre ad altri manager della banca.

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