L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 18 dicembre 2015

Giustizia, niente da fare sempre due pesi e due misure

Processo Fitch, assente Maria Cannata. L'udienza slitta a fine gennaio

La dirigente del Mef avrebbe dovuto testimoniare sull'agenzia di rating

REDAZIONE TRANIVIVA
Giovedì 17 Dicembre 2015 
Nulla di fatto anche oggi per il processo all'analista di Fitch, David Willmoth Riley, accusato dalla Procura di Trani di manipolazione di mercato. Questa mattina era stata una nuova udienza davanti al Tribunale collegiale di Trani, ma come per quella del 7 ottobre scorso nessuno dei testi citati ha potuto essere in aula. Tra questi erano previste le audizioni di Maria Cannata, dirigente del Mef e responsabile del Debito sovrano, e di Neomisio Susi, funzionario della Consob responsabile dell'ufficio giudizi rating.

I due sono già sentiti in qualità di testi all'udienza del processo S&P del 19 novembre scorso, quando sono sfilati anche altri illustri personaggi dell'economia italiana: l'ex premier Romano Prodi e il presidente di Consob, Giuseppe Vegas. Oggi i testi non sono potuti essere in aula, come già accaduto il 7 ottobre quando in realtà ci fu un difetto di citazione per alcuni consulenti della Procura e finanzieri che avevano condotto le indagini.

Preso atto delle assenze, il Tribunale ha rinviato all'udienza del 27 gennaio prossimo. Due giorni dopo è in programma l'udienza del processo Standard & Poors', che vede alla sbarra cinque tra ex manager e analisti dell'agenzia. E a Trani sono attesi un altro ex presidente del Consiglio, Mario Monti, insieme al giornalista Marco Galluzzo del Corriere della Sera (che in un articolo riportò presunte dichiarazioni dell'allora premier su S&P) e Maria Pierdicchi, ex ad per l'Italia di S&P e responsabile per il Sud Europa.

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