L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 2 dicembre 2015

Gli euroimbecilli italiani continuano a non capire niente, le armi ci servono per difenderci ora

Allarme sicurezza nel Mediterraneo ma l’Italia dismette la 6ª nave in pochi mesi: avevamo la 3ª Marina in Europa, ora ci supera anche la Turchia

Nave MaestraleNave Maestrale, capoclasse delle omonime fregate missilistiche, sta svolgendo la sua ultima attività: partita da Chioggia fa rotta verso La Spezia, dove sarà dismessa. Nel corso di questo viaggio sta toccando varie città per un ultimo saluto alla popolazione. Nella tappa di Civitavecchia, il “porto di Roma”, la Marina Militare e l’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) organizzano per l’occasione il seminario “La sicurezza marittima dell’Italia nel Mediterraneo: importanza e prospettive” per riflettere sul tema anche alla luce della sesta dismissione di unità navale della Marina nell’arco di pochi mesi. Radio Cusano Campus, la Radio dell’Università Niccolò Cusano parteciperà all’evento, presentato dal Dott. Daniele Scalea (Direttore generale IsAG) ai microfoni della trasmissione “Il Mondo è piccolo” condotta da Fabio Stefanelli.
“Si tratta della sesta dismissione nel giro di pochi mesi -ha affermato Scalea-. La flotta italiana è quella con l’età media più alta tra tutte le maggiori flotte dell’Europa occidentale. Avevamo la terza Marina in Europa, ora siamo quinti e la Turchia sta per superarci. Man mano che le nostre navi vengono dismesse perchè sono obsolete, non le sostituiamo con altre. Per ogni due navi che vengono dismesse, noi ne abbiamo sostituita una nell’ultimo decennio. Nei prossimi anni altre navi andranno in dismissione e i fondi che servono a sostituirle sono molto risicate, in questo settore continuano i tagli. Da qui alla fine di un decennio la flotta della Marina italiana rischia di non poter più essere in grado di svolgere i compiti a cui è chiamata. Già oggi servirebbero 80 navi e ce ne sono 70. Di questo passo si rischia di arrivare a 20″.

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