L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 dicembre 2015

Grazie a Francesco e a Putin #no3guerramondiale

L'uomo dell'anno? Due per Giulietto Chiesa e "anti-guerra": "Putin e il Papa, determinanti anche per il 2016"
22 dicembre 2015 ore 12:36, Lucia Bigozzi










“Se non siamo ancora entrati in guerra è perché Putin ha mantenuto sangue freddo e ha tenuto il mondo fuori da questo disastro”.Giulietto Chiesa, giornalista e scrittore,individua nel presidente russo il personaggio del 2015 ma ne aggiunge un altro allo stesso posto: papa Francesco. Nella conversazione con Intelligonews analizza ragioni e scenari.

Chi è secondo lei il personaggio migliore del 2015?

«Vladimir Putin e poi la sorprenderò: papa Francesco».

Perché?

«Per quanto riguarda il papa, lo ritengo tra i pochissimi che ha capito la drammaticità della crisi mondiale e non la sottovaluta».

E su Putin?

«Se non siamo ancora entrati in guerra è perché Putin ha mantenuto il sangue freddo di fronte alle provocazioni che ha ricevuto e subìto in grande quantità: a cominciare dall’attacco contro la Russia, perché considero quello del 22 febbraio 2014 in Ucraina un attacco contro la Russia che non ha invaso un bel niente; fino alle sanzioni scattate due giorni dopo l’abbattimento del boeing malese con la morte di trecento persone, attribuito a Putin. La Russia ha mantenuto i nervi a posto e si è difesa, ma è stato grazie all’intelligenza di Putin che ha capito la drammaticità della crisi mondiale e di essere oggetto di una offensiva che riguarda la Nato, gli insulti lanciati dagli Usa, dai dirigenti del Baltico che lo definiscono ‘dittatore’»

Sarà il protagonista anche del 2016 anche per il braccio di ferro con la Turchia di Erdogan?

«Certamente. All’elenco delle provocazioni subìte da Putin aggiungo l’abbattimento dell’airbus sul Sinai con la morte di 224 persone passato quasi nel silenzio collettivo. Tutti hanno pianto per i 139 morti di Parigi ma nessuno lo ha fatto per le 224 vittime russe davanti anche al fatto, ormai evidente, che quell’attacco è stato un attentato terroristico. E ancora: la Russia ha subìto l’abbattimento dell’aereo militare da parte della Turchia e tutto questo dimostra che lui ha saputo tenere i nervi ben saldi. Aggiungo, infine, che Putin è stato l’unico a combattere realmente lo Stato islamico in Siria mentre gli altri lo facevano a parole. E, cosa recente, tutto questo mentre Israele bombarda Damasco e uccide un Hezbollah e gli Usa bombardano un campo militare di Bashar al-Assad e uccidono trenta soldati: sarebbe questo il modo di combattere l’Isis? Putin è il grande leader che ha tenuto il mondo fuori dalla guerra e se qualcuno pensa che la Russia si arrenda mi pare che dovrà aspettare a lungo perché Putin non è disposto ad arrendersi»

Chi potrebbe “distruggerlo”: la Nato o Obama? 

«In questo momento in America ci sono più linee di tendenza, mi pare che Obama sia sostanzialmente fuori dai giochi, mi ha dato l’impressione di non essere lui il protagonista. In America ci sono circoli influenti, molto potenti e sono loro i protagonisti dell’offensiva contro la Russia. Mi pare perfino che Obama non ne sia del tutto al corrente o quanto meno non controlli la situazione. Mentre da un lato Obama e Kerry vanno in giro discutere con la Russia, dall’altro c’è gente che in America “spara” contro la Russia. A mio avviso, è la Nato che sta guidando il combattimento contro la Russia, fino all’ultima provocazione, la più scandalosa perché fin troppo evidente, ovvero l’ingresso del Montenegro nella Nato: è la ciliegina sulla torta per dimostrare chi è che sta provocando Putin».

Personaggio peggiore del 2015: per lei chi è?

«E’ l’uomo che avrebbe avuto il potere di evitare una parte della grave situazione che stiamo vivendo: Obama. Uomo debole, incapace di fare anche quello che poteva e non è moltissimo perché il presidente americano dipende da coloro che lo hanno eletto che non sono il popolo come molti credono ma le grandi Corporation che hanno sostenuto la sua campagna elettorale. Obama avrebbe potuto fare quello che poteva ma non lo ha fatto e quando uno sceglie di andare la vertice della scala del potere, lo considero un atto grave. Obama per me è il peggior tra i presidenti americani, dopo Bill Clinton».

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